fipe1di Livio Toschi

Il 28 aprile 1907 si disputò a Milano, nella palestra della scuola in via Giulio Romano, il 10° campionato italiano di sollevamento pesi. Per la prima volta si gareggiava in 3 categorie: minimi (più tardi chiamati piuma), fino a 70 kg; medi, fino a 80 kg; massimi, oltre 80 kg. Importante innovazione quella introdotta, sebbene in ritardo di 7 anni rispetto alla lotta greco-romana, poiché i precedenti campionati si erano disputati in unica categoria, favorendo ovviamente gli atleti più massicci. Vi era poi una quarta categoria, detta “campionato assoluto” (fu cancellata nel 1926), in cui i concorrenti venivano classificati in base ai risultati senza tener conto della categoria.

Ricordo che i campionati nazionali del 1897, 1898, 1899, 1901, 1903 e 1906 ebbero luogo a Milano, quello del 1900 a Genova e quello del 1902 (il primo organizzato dalla neonata Federazione Atletica Italiana) a Pavia. Dal 1897 al 1899 e ancora nel 1901 e 1902 vinse il pavese Enrico Scuri, nel 1900 il romano Stanislao Ruggeri, nel 1903 Giuseppe Cavagnis, nel 1904 Aristide Francesco Muggiani, nel 1906 Pietro Aimone, mentre nel 1905 il campionato non si disputò.
Nel 1907 erano 4 gli esercizi da eseguire: strappo con il braccio destro e con il sinistro, distensione e slancio con due braccia. Il campionato introdusse un’altra novità. Si entrava in gara partendo da un peso prestabilito che non variava per le tre categorie: 45 kg nello strappo con il braccio destro o con il sinistro; 65 kg nella distensione a due braccia; 80 kg nello slancio a due braccia. I limiti per essere inclusi nella classifica dell’assoluto salivano a 55, 80 e 100 kg.
Si affermarono ottimi atleti: nei minimi Andrea Gargano, della S.G.L. Cristoforo Colombo di Genova; nei medi Miro Gamba, del Club Sportivo Audace di Torino; nei massimi e nell’assoluto il già citato Ruggeri, che all’epoca gareggiava per la Colombo. Le migliori alzate furono quelle di Ruggeri e di Gamba nello slancio (120 kg), di Ruggeri nella distensione (100 kg) e di Giuseppe Rebora nello strappo (75 kg). La Coppa Tacconis, destinata alla squadra con il miglior punteggio, venne aggiudicata alla Colombo, che superò l’Audace.
Ruggeri, conosciuto a Roma come “Lallo il fiumarolo”, fu anche un bravo ginnasta: nonostante il fisico da culturista e una forza smisurata, morì due anni più tardi di leucemia, appena ventinovenne. L’ingegnere torinese Gamba, 2° nel 1904, vinse ancora il titolo nel 1909 (categoria unica), nel 1910 (medi e assoluto), nel 1913 e 1914 (medi). Il ventenne genovese Gargano, pesista e lottatore, conquistò di nuovo il titolo dei minimi nel 1908, 1911 e 1913.
Oltre ai vincitori voglio segnalare altri due atleti: il milanese Enrico Taliani, 2° nei medi, e il romano Bruto Castellani, 3° nei massimi. Taliani, che fu tra i fondatori dell’Associazione Proletaria di Educazione Fisica, si classificò 3° nel 1909 (categoria unica), 2° (massimi) e 3° (assoluto) nel 1910. A lui si deve la scoperta di Tonani e di Conca. In seguito allenò i pesisti trionfatori all’Olimpiade di Parigi: lo ricordiamo tutti immortalato in una celebre foto con Gabetti, Galimberti e Tonani.
Il “barcarolo” Castellani, dell’Audace di Roma (morto di polmonite nel 1933), si classificò tra i primi anche nel 1908, 1909 e 1910, quindi interpretò il ruolo di Ursus nel film Quo Vadis? (1913). La pellicola di Enrico Guazzoni, girata per la Cines, diede il via al cosiddetto “cinema degli uomini forti”.
Insomma, il campionato disputato a Milano 100 anni fa ha molti motivi per essere ricordato dagli appassionati di pesistica.