mandi Livio Toschi

Il 28 giugno 1958, nel corso del campionato assoluto d’Italia, Sebastiano Mannironi portò a 111 kg il record mondiale di strappo nella categoria dei piuma. Erano passati 30 anni da quando dei pesisti italiani avevano compiuto una simile prodezza: durante l’Olimpiade di Amsterdam riuscirono nell’impresa Giuseppe Conca (piuma) – ex aequo con il tedesco Hans Wölpert – e Carlo Galimberti (medi), ambedue nella distensione. Vale dunque la pena di rievocare l’eccezionale prestazione di Mannironi, che resta tuttora l’ultimo record del mondo di un nostro pesista.

Al Grundig Sport Palace di Lavis, paesino presso Trento, quel sabato pomeriggio erano presenti il presidente e il vice presidente della FIAP, Antonio Valente e Salvatore Gallo, il vice presidente della FIHC, Giuseppe Merlin, e il commissario tecnico Pierino Gabetti, quasi presentissero l’exploit. Il piuma Mannironi, che in Italia non aveva rivali nella sua categoria, alzati di strappo 105 kg nella prima prova, falliva i 111 kg nella seconda, ma li sollevava «senza sforzo apparente» nella terza. Già all’inizio del 1958, comunque, durante la gara di selezione per l’incontro con la Francia a Parigi, Mannironi aveva “strappato” 109,900 kg. Il record di Lavis giungeva dopo una nutrita serie di primati nazionali dell’atleta sardo: 4 nei gallo e 25 nei piuma.

Mannironi migliorò di mezzo chilo il record stabilito il 13 novembre 1957 a Teheran dal fortissimo sovietico Rafael Chimiskian, campione olimpico nel 1952, campione mondiale nel 1954, 1955 e 1957, campione europeo nel 1954, 1955, 1956 e 1957. Ma anche il palmarès di Mannironi non era da poco: 2° nel 1957, 4° nel 1953, 1954 e 1955 ai Mondiali; 2° nel 1956, 3° nel 1953, 1954 e 1955 agli Europei; 1° nel 1955 ai Giochi del Mediterraneo. «Un atleta che tutti ci invidiano – compresi i tecnici sovietici – per la perfezione dello stile», scriveva Felice Palasciano sulla Gazzetta dello Sport alla vigilia del campionato italiano 1958.

Quell’anno gareggiava per l’ENAL di Roma, dopo aver militato nella Polisportiva Gennargentu, con la quale si era aggiudicato il titolo dei gallo nel 1954 e i titoli dei piuma nel 1955, 1956 e 1957. A Lavis nelle tre alzate Mannironi arrivò solo a 335 kg, staccando tuttavia il secondo classificato di ben 65 kg, ma con i 352,5 kg sollevati nel 1957 era 3° nella classifica di tutti i tempi alle spalle dei sovietici Minaev (362,5 kg) e Udodov (355 kg), alla pari con lo statunitense Berger.

Il giorno dopo il record al grande Sebastiano toccava l’onore della prima pagina sulla Gazzetta e sul Corriere dello Sport. Un telegramma dell’avvocato Giulio Onesti, presidente del CONI, affermava: «Magnifico primato conseguito atleta Mannironi premia sue eccezionali doti di tecnica, serietà, volontà». Il 23 luglio 1958, presenti gli olimpionici Bottino, Tonani e Gabetti, la FIAP consegnò una medaglia d’oro al ventottenne campione di Nuoro.

A mezzo secolo di distanza la Pesistica italiana non ha dimenticato quell’impresa.

GRAZIE, MANNIRONI.