bottinodi Livio Toschi

Nel programma dell’Olimpiade del 1920 figurava anche il sollevamento pesi (5 categorie), riammesso provvisoriamente ai Giochi dopo l’esclusione del 1908 e 1912. La squadra della Federazione Atletica Italiana era composta da 8 lottatori e 5 pesisti, che colsero un insperato successo: il genovese Filippo Bottino (1888-1969) vinse l’oro nei massimi, l’altro genovese Pietro Bianchi (1895-1962) conquistò l’argento nei medi, Luigi Gatti nei piuma e Giulio Monti nei leggeri si piazzarono al 4° posto, Gino Mattiello al 5° nei medio-massimi. Tre gli esercizi ammessi: strappo con un braccio, slancio con l’altro e slancio con due braccia.

Bottino alzò complessivamente 265 kg (70, 75, 120), precedendo il lussemburghese Joseph Alzin di 5 kg e il francese Louis Bernot di 10 kg. Si era avvicinato ai pesi all’età di 18 anni, vincendo nel 1913 il primo di 6 titoli nazionali nei massimi. Nel 1916, con 145 kg, aveva battuto il primato italiano di slancio a due braccia detenuto da Enrico Scuri.
Ad Anversa Bianchi e lo svedese Albert Pettersson sollevarono entrambi 237,5 kg. Poiché all’epoca non si teneva conto del peso personale, disputarono una gara di spareggio per assegnare il secondo e il terzo posto, «ma siccome anche l’esito di questa fu un risultato di parità, ci si affidò alla sorte, caso rimasto unico nella storia delle Olimpiadi. L’italiano Bianchi fu il più fortunato» (E. Kamper – H. Soucek).
Si deve sottolineare che i migliori risultati complessivi furono quelli dei medio-leggeri: i primi tre classificati, cioè il francese Ernest Cadine (295 kg), lo svizzero Friedrich “Fritz” Hünenberger (277,5) e lo svedese Erik Petterson (267,5), alzarono più del vincitore nei massimi, ossia il nostro Bottino.
Una curiosità: il metodo tedesco di sollevamento consisteva nel portare il bilanciere all’altezza delle spalle in più tempi, rotolandolo sull’addome e sul torace. Francesi e Italiani adottavano invece il sollevamento fino alle spalle in un solo tempo.

Il 6 novembre 1921 ebbe luogo al Veloce Club di Milano il primo incontro internazionale di pesistica della squadra azzurra, che dovette soccombere di fronte alla forte équipe elvetica con uno scarto di 68 kg: 1639 contro 1571. Quattro gli esercizi eseguiti dagli atleti: strappo con il braccio destro e con il sinistro («con sbarra o manubrio corto a scelta del concorrente»), distensione e slancio con due braccia («con sbarra»). I nostri 5 pesisti erano: Luigi Gatti (piuma), che sostituì all’ultimo momento Giuseppe Conca, Silvio Quadrelli (leggeri), Ermanno Callegari (medi), Giuseppe Merlin (medio-massimi) e Filippo Bottino (massimi). Gli Italiani non brillarono: basti dire che soltanto Quadrelli s’impose nei confronti diretti e nella classifica finale precedette anche Callegari e Merlin, a lui superiori di peso.
Il migliore fu il medio-massimo Friedrich Hünenberger (1897-1976), fresco vincitore a Offenbach del campionato dell’Europa Centrale, nonché medaglia d’argento ai Giochi di Anversa alle spalle di Cadine (sarà 2° anche all’Olimpiade del 1924 dietro Rigoulot). Il possente atleta svizzero sollevò di strappo 85 kg con il braccio destro, uguagliando il record del mondo dilettanti stabilito ben undici anni prima dal francese Louis Vasseur, specialista negli esercizi con un solo braccio.
Scrisse il celebre giornalista sportivo Arturo Balestrieri sulla Gazzetta dello Sport:

«LO STILE DEGLI STRAPPI DA PARTE DEGLI SVIZZERI HA SEMPLICEMENTE SBALORDITO PER L’ELASTICITÀ E LA VELOCITÀ CON LA QUALE VENGONO ESEGUITI E CHE PERMETTONO ALZATE SEMPLICEMENTE FENOMENALI […]. UNA DIMOSTRAZIONE TANGIBILE DELL’AMMIRAZIONE DEGLI ATLETI AVVERSARI PER LA STILISTICA ITALIANA SI È AVUTA IN RIGUARDO ALLE ALZATE DI FORZA, O LENTE. DOPO AVER ASSISTITO AI CORRETTI SOLLEVAMENTI DELLA NOSTRA SQUADRA NAZIONALE, CHE SI DIVERSIFICANO ASSAI DA QUELLI DEGLI SVIZZERI PER COMPOSTEZZA E PER APPLICAZIONE DI REGOLAMENTI, I PESISTI ELVETICI HANNO DECISO AD UNANIMITÀ DI MODIFICARE D’ORA INNANZI LA DENOMINAZIONE DEL SOLLEVAMENTO ANZIDETTO. FINORA, INFATTI, ESSI AVEVANO APPLICATO A QUESTA SPECIE DI ESERCIZIO L’AGGETTIVO “ALLA FRANCESE”. DA DOMANI IN POI L’ALZATA DI FORZA AVRÀ L’APPELLATIVO “ALL’ITALIANA”».

Il 5 giugno 1922 – a Genova – Bottino portò a 116 kg il record mondiale di distensione a due braccia, detenuto da Joseph Alzin con 114 kg. Era il primo record mondiale – omologato dalla FIH – di un pesista italiano.