Si sono chiusi da poco i Giochi del Mediterraneo e ancora la FIPE si è regalata delle emozioni straordinarie, indimenticabili e certamente mai realizzate fino ad oggi in questa specifica competizione. Tre medaglie d’Oro, quattro medaglie d’Argento e tre di Bronzo.

Questa è storia! È un evento che ricorderemo per lungo tempo e non solo per i risultati, ma perché questi arrivano unitamente ad una evoluzione culturale nell’ambito del settore tecnico che sancisce ancora una volta che lo sport, oggi, non ha più spazio per chi non ha capito che i risultati importanti e duraturi sono frutto di un serio ed organizzato lavoro di squadra. Il tempo dei solisti è finito!

Con queste parole esordisce il Presidente Urso quando gli chiediamo di commentare gli straordinari risultati dei Giochi del Mediterraneo e da queste considerazioni iniziali tentiamo di inquadrare più dettagliatamente cosa questa prima metà del 2018 ha portato alla FIPE in termini di successi sportivi.

Come valuta questo primo semestre?
Ovviamente in termini più che positivi. Non ci scordiamo che abbiamo esordito al Campionato europeo senior dello scorso marzo con un numero di medaglie mai conquistato prima sia con la squadra femminile che maschile. Quel campionato rappresenta per me una ulteriore soddisfazione ovvero l’avere visto quella evoluzione culturale di cui facevo cenno prima prendere forma e sostanza. C’era nell’aria qualcosa di nuovo, di importante. L’ho percepita durante la EU Cup dove anche in quel contesto la FIPE ha fatto incetta di medaglie, ma in particolare ho visto una forma delineate proprio in occasione dei Giochi del Mediterraneo“.

Cosa significa in questo caso evoluzione culturale?
C’è un gruppo di lavoro formato da tecnici, staff sanitario, fisioterapisti, psicologo e nutrizionista che unitamente agli atleti hanno fatto proprio quel processo di cambiamento che questa federazione ormai predica da anni ovvero: solamente il lavoro di team è in assoluto il più produttivo, il più solido ma in particolare anche il più bello da vedere. Oggi la nuova direzione tecnica guidata da Sebastiano Corbu merita questo plauso in quando tracciando questa strada con ulteriore determinazione sta sviluppando aspetti di crescita ancora del tutto impensabili fino ad oggi“.

Cosa può fare ancora la FIPE per aiutare l’evoluzione di questo processo?
La FIPE insieme alle sue componenti, Consiglio Federale, Segretario Generale e Segreteria tutta sono certo predisporrà ulteriori mirati investimenti in ambito culturale perché, se oggi possiamo godere di questi storici risultati non dobbiamo scordarci che questi sono frutto di un nuovo approccio cominciato timidamente nel 2005 ma che oggi differenzia questa federazione da molte altre proprio per l’aspetto formativo. Lo sport viaggia a ritmi vertiginosi verso un continuo cambiamento e il futuro n termini culturali lo dobbiamo costruire oggi non certo domani“.

Come ha vissuto i risultati della pesistica dell’edizione di Tarragona dei Giochi del Mediterraneo?
Ovviamente con grandissima partecipazione sia per la felicità e la soddisfazione letta nei visi dei nostri atleti e dei nostri tecnici sia perché i risultati ottenuti in alcune categorie sapevamo essere molto combattuti ma i nostri ragazzi e le nostre ragazze hanno fatto delle cose tipiche di grandi professionisti ed è questo aspetto che mi ha aggiunto ulteriore enorme soddisfazione oltre al “luccichio” delle tante medaglie.
Approfitto per ringraziare tutto il Team Italia di pesistica perché il loro quotidiano impegno, la loro abnegazione, obbliga me in primis a dare loro sempre, le migliori condizioni per potere esprimere il loro potenziale e ripagare la reciproca fiducia. Faccio questo ringraziamento in maniera particolarmente partecipata e sentita perché ho la certezza che un nuovo più importante ciclo vincente si sta delineando all’orizzonte. Lo faccio pubblicamente sul sito federale a che questo momento possa essere unanimemente condiviso e sostenuto da tutto il mondo FIPE.
E, a proposito di Giochi del Mediterraneo, consentitemi di ringraziare pubblicamente anche il Presidente ed il Segretario Generale del CONI Giovanni Malagò e Carlo Mornati, che hanno voluto presenziare ad una nostra gara (peraltro conclusasi con la medaglia d’oro di Ficco) e che assieme allo Staff della PO del CONI, non hanno mai mancato di farci avere il loro apporto e continuano a dimostrarcelo ogni qual volta ne hanno l’occasione. Segno che anche al livello di vertice nazionale, il nostro salto di qualità è considerato positivamente e molto apprezzato“.

Come sempre il mondo dello sport non si ferma mai. A fine luglio un’altra importante manifestazione vedrà protagonista la FIPE, sia in termini organizzativi sia in termini agonistici.
A fine luglio, esattamente dal 22 al 29, saremo impegnati in Italia, a San Donato Milanese in particolare nell’organizzazione dei Campionati Europei Youth e Under 15. Una doppia sfida considerato l’elevato numero di partecipanti e le sfide dirette che le nostre ragazze e i nostri ragazzi saranno chiamati ad affrontare. È una gara di qualificazione olimpica valevole per i Giochi Olimpici Giovanili, ma in particolare sarà la gara da dove riceveremo le conferme del livello competitivo dei nostri giovani dalle premesse fa presagire importanti traguardi. Ci stiamo preparando al meglio e cercheremo di creare tutte le condizioni per una festa della pesistica ancora una volta“.

Cosa ci si aspetta in termini agonistici?
La qualificazione ai Giochi di Buenos Aires per fortuna è stata già fatta nello scorso campionato mondiale Under 17 per cui non avendo vincoli da questo punto di vista tenteremo di lottare in modo più “spensierato” per conquistare quante più posizione di vertice. Ci saranno, ne sono certo interessanti sorprese“.

Non ci resta che contare il prossimo bottino allora?
Bisogna sempre fare attenzione, alle medaglie ci si abitua subito e se ne potrebbe perdere il valore, va sempre tenuto in mente l’obiettivo principale che è il continuo lavoro, la continua crescita, la perseveranza e non di meno la lungimiranza; senza questi elementi le medaglie potrebbero ritornare ad essere un miraggio, così come molti anni fa“.

Ancora una questione fondamentale: l’IWF ha reso note le nuove categorie di peso e sta per approvare i nuovi criteri di qualificazione; è una svolta epocale per la nostra disciplina olimpica.
“Assolutamente sì, ed anche in questo caso devo segnalare i successi di una nostra azione, coraggiosa e caparbia, durata anni, che alla fine, seppure sconfitti dalle urne elettorali internazionali, ci ha visto vittoriosi nel merito, tanto che l’IWF ha praticamente sposato tutte le nostre proposte, sia per quanto riguarda la qualificazione olimpica individuale, sia per quanto riguarda la codifica delle nuove categorie di peso.
Il peso internazionale della Federazione Italiana e la riconosciuta centralità dei nostri valori sono stati peraltro confermati proprio in occasione dei Giochi di Tarragona, dove tre nostri Consiglieri Federali sono stati eletti nell’Esecutivo della Confederazione degli Stati del Mediterraneo: faccio i migliori auguri di buon lavoro a Aldo Radicello, nuovo Segretario Generale e a Irene Toma e Giovanni Podda, eletti nelle Commissioni di Ricerca e in quella Tecnica”.

Notizia degli ultimissimi giorni, ma certamente non secondaria, il Ministero della Salute ha finalmente approvato la riduzione dell’avvio dell’attività agonistica della Pesistica a 13 anni: anche in questo caso si tratta di un passaggio storico.
“Esattamente, e anche in questo caso siamo riusciti a mantenere fede agli impegni elettorali assunti nell’ultima Assemblea Nazionale del 2016; finalmente siamo riusciti a far capire nei tavoli opportuni l’importanza e l’assoluta validità, tecnica, ma anche medico/sanitaria, di una ottimale attività con i Pesi; questa nostra straordinaria disciplina, se fatta con i presupposti corretti (e noi siamo in grado di garantirli tutti), può essere intrapresa già a 13 anni, anche a livello agonistico. Inoltre, con questo nuovo dispositivo, siamo certi che riusciremo a limare ulteriormente il gap con i Paesi più forti, che non avevano i nostri stessi vincoli, regalandoci un anno di più di prassi ed esperienza agonistica”.