fipe1di Livio Toschi

In realtà, la FIPE nel 2012 festeggia il 12° anniversario della fondazione, essendo nata nel 2000. La sua origine, però, risale al 18 gennaio 1902, quando il marchese Luigi Monticelli Obizzi (1863-1946) diede vita alla Federazione Atletica Italiana (FAI), che agli esordi gestì la lotta greco-romana e il sollevamento pesi. In quel freddo gennaio milanese, nella sede provvisoria di via Giuseppe Verdi 4, il vigoroso marchese sorrideva compiaciuto sotto i nobili baffoni, ma forse neppure lui osava sperare che la sua “creatura” avrebbe percorso tanta strada. Divenuta FIAP nel 1933, FILPJ nel 1974 e FILPJK nel 1995, il 1° luglio 2000 – in occasione della XXX Assemblea Nazionale (straordinaria) – la Federazione si divise in FIJLKAM e in FIPCF (oggi FIPE), separando le discipline di combattimento dalla pesistica.

Il 24 febbraio 2001 la prima Assemblea della FIPCF ha eletto presidente Andrea Umili, acclamando Matteo Pellicone presidente onorario. A Umili il 26 febbraio 2005 è succeduto Antonio Urso, che il 13 aprile 2008 è stato eletto anche presidente della European Weightlifting Federation, primo italiano assurto a tale onore.
È difficile riassumere in poche righe quella che in un libro del 2007 abbiamo definito La meravigliosa avventura della Pesistica italiana. Proverò a farlo esaminando il ricco medagliere, che proprio quest’anno ha raggiunto “quota 200”.

Dal 1920 (anno della prima partecipazione dei pesisti azzurri alle Olimpiadi) ad oggi, infatti, nelle quattro più importanti competizioni internazionali seniores la FIPE ha conquistato 200 medaglie: 42 d’oro, 75 d’argento, 83 di bronzo. Di queste, 28 medaglie (3 d’oro, 12 d’argento, 13 di bronzo) costituiscono il “bottino” degli ultimi dodici anni. Le 200 medaglie sono così ripartite:

Olimpiadi – 5 medaglie d’oro, 4 d’argento, 5 di bronzo.
Campionati mondiali – 3 O, 9 A, 11 B.
Campionati europei – 9 O, 35 A, 46 B.
Giochi del Mediterraneo – 25 O, 27 A, 21 B.

È doveroso iniziare le citazioni dai pesisti medagliati ai Giochi Olimpici. Oro a Filippo Bottino (1920), Pierino Gabetti, Carlo Galimberti e Giuseppe Tonani (1924), Norberto Oberburger (1984). Argento a Pietro Bianchi (1920), Gabetti (1928), Galimberti (1928 e 1932). Bronzo a Gastone Pierini (1932), Ermanno Pignatti e Alberto Pigaiani (1956), Sebastiano Mannironi (1960), Anselmo Silvino (1972).
Ai Giochi di Los Angeles 1984 (gli ultimi validi quale campionato del mondo) Oberburger con l’oro olimpico si aggiudicò anche tre titoli mondiali (totale, strappo e slancio).
I 9 titoli europei appartengono ad Attilio Bescapè (1934), Ettore Amati ed Ermanno Pignatti (1951), Sebastiano Mannironi (1961), Roberta Sforza (totale, strappo e slancio nel 1988), Genny Pagliaro (strappo nel 2008), Vito Dellino (slancio nel 2009).
Delle 25 medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo 4 le ha guadagnate Oberburger, 4 Roberto Vezzani, 2 Mannironi, 2 Peppino Tanti, 2 Vanni Lauzana.

La storia della pesistica italiana è scritta da tanti campioni, alcuni dei quali ricordiamo qui brevemente. Il pavese Enrico Scuri (1868-1935), chiamato “l’invincibile”, fu il primo grande pesista italiano: tra il 1897 e il 1902 conquistò 5 titoli nazionali e un 2° posto. Inoltre, si classificò 3° al torneo disputato a Milano nel 1899, che la IWF ha riconosciuto valido quale campionato del mondo. È celebre il suo bilanciere ricoperto di aculei in ferro.
Il genovese Filippo Bottino (1888-1969) nel 1920 vinse la prima medaglia d’oro dell’Italia alle Olimpiadi nel sollevamento pesi (massimi). Oltre a 6 titoli nazionali vanta il primo record mondiale di un pesista italiano, stabilito nel 1922: distensione con due braccia, 116 kg.
Carlo Galimberti, nato in Argentina (1894-1939), è il “campionissimo” della pesistica italiana. Nei medi alle Olimpiadi si guadagnò una medaglia d’oro nel 1924 e due d’argento nel 1928 e 1932, agli Europei due d’argento nel 1930 e 1931. È tuttora l’unico tra i nostri lottatori e pesisti che sia stato il portabandiera dell’Italia ai Giochi (Amsterdam 1928). Al suo palmarès dobbiamo aggiungere i numerosi record migliorati e ben 18 titoli nazionali, più i 2 vinti con la squadra dei Vigili del Fuoco di Milano. Eroico pompiere, morì mentre cercava di evitare lo scoppio di una caldaia, ricevendo per questo l’ultima medaglia, al valore civile.
Il genovese Pierino Gabetti (1904-1971) vinse una medaglia d’oro e una d’argento nei piuma alle Olimpiadi 1924 e 1928, classificandosi 4° nel 1932. Conquistò 7 titoli nazionali e nel 1927 fu primatista mondiale nello strappo con due braccia.
Giuseppe Tonani di Lodi Vecchio (1890-1971), peso massimo, vinse la nostra terza medaglia d’oro nel sollevamento pesi ai Giochi di Parigi, stabilendo il primato mondiale nei 5 esercizi (non riconosciuto dall’IWF). Si aggiudicò anche 8 titoli italiani. Iscritto all’Associazione Proletaria di Educazione Fisica, era definito “l’Ercole proletario”.
Il modenese Ermanno Pignatti (1921-1995) ha conquistato la medaglia di bronzo nei medi all’Olimpiade 1956, 5 podi europei (oro nel 1951), 2 podi ai Giochi del Mediterraneo, 10 titoli italiani assoluti. Fu allenatore della Nazionale, vicepresidente federale, direttore del Centro Studi FILPJ. Si distinse a livello internazionale per le sue pubblicazioni tecnico-scientifiche.

Il milanese Alberto Pigaiani (1928-2003), medaglia di bronzo nei massimi all’Olimpiade 1956, si aggiudicò un bronzo al mondiale 1957, 3 medaglie agli Europei, un oro ai Giochi del Mediterraneo, 13 titoli italiani assoluti.
Sebastiano Mannironi (nato a Nuoro nel 1930), peso piuma, è l’ultimo italiano primatista mondiale: 111 kg sollevati di strappo a Lavis nel 1958. Vanta un bronzo all’Olimpiade di Roma, 4 podi mondiali, 10 podi europei (oro nel 1961), 2 vittorie ai Giochi del Mediterraneo, 15 titoli italiani assoluti consecutivi. Nel 1996 la IWF lo ha incluso nella Hall of Fame.
Anselmo Silvino (nato a Teramo nel 1945) nei medi ha conquistato un bronzo all’Olimpiade 1972, 5 medaglie ai Mondiali 1971 e 1972, 3 bronzi all’Europeo 1972, un oro e 4 argenti ai Giochi del Mediterraneo, un successo nella Coppa CEE, 8 titoli italiani assoluti.
Il palmarès di Norberto Oberburger (nato a Merano nel 1960) nei 110 kg si fregia di un oro all’Olimpiade e di 3 titoli mondiali (totale, strappo e slancio) nel 1984, di 3 medaglie al Mondiale 1985, di 7 medaglie agli Europei, di 4 medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo, di 3 successi nella Coppa MEC, di 11 titoli italiani assoluti.
Danila Manca (nata a Cagliari nel 1964) nei 44-46 kg vanta 9 podi ai campionati d’Europa, 3 successi nella Coppa CEE e 8 titoli italiani assoluti.
Genny Pagliaro (nata a Caltanissetta nel 1988), 48 kg, tra i seniores ha vinto un argento ai Mondiali, un oro, 3 argenti e 9 bronzi agli Europei, un oro e un argento ai Giochi del Mediterraneo, oltre a 10 titoli italiani (3 nei 53 kg). È lei che ha conquistato la medaglia numero 200 della FIPE nelle massime competizioni internazionali.

Esaminiamo meglio il palmarès della pesistica italiana tra il 2001 e il 2012. Ai Mondiali brilla l’argento della Pagliaro nello strappo.
Agli Europei vantiamo 17 medaglie (2 d’oro, 6 d’argento, 9 di bronzo): 3 conquistate dagli uomini, 14 dalle donne. I due titoli appartengono ai già citati Pagliaro e Dellino.
Ai Giochi del Mediterraneo sono 10 le nostre medaglie (una d’oro, 5 d’argento, 4 di bronzo): 5 conquistate dagli uomini, 5 dalle donne. L’unico successo è quello della Pagliaro nello slancio (2005).
Il migliore atleta di questi ultimi 12 anni? Senza dubbio Genny Caterina Pagliaro: argento al Mondiale 2011; oro, 3 argenti e 9 bronzi agli Europei; oro e argento ai GdM. Tra gli uomini segnaliamo Vito Dellino: oro e 2 argenti agli Europei; argento ai GdM.

Centodieci anni di storia sono tanti e un grande passato costituisce un potente stimolo per sempre nuovi successi, non solo agonistici. Ai Dirigenti, ai Tecnici e agli Atleti di questa dinamica Federazione, che viaggia spedita verso un futuro sempre più luminoso, giunga il nostro caloroso augurio: che la Forza sia con voi

La Federazione Italiana Pesistica compie nel 2012 il suo centodecimo anno di storia, anno in cui è stata raggiunta quota 200 medaglie.