Care amiche e cari amici, affiliati, tesserati e simpatizzanti della FIPE e dello sport in genere,

pur consapevoli della difficoltà e della gravità del momento, in quanto Istituzione Sportiva non possiamo che prendere atto delle decisioni, non facili, assunte dal Governo con il nuovo DPCM che rispetteremo in toto e che chiederemo a tutti di rispettare con il consueto senso di responsabilità che sin dall’inizio della pandemia il nostro mondo ha saputo mettere in campo.

Abbiamo anche noi, come tutti, pagato un tributo altissimo, sportivo ed economico, a difesa primaria del bene individuale e generale, ma non può sfuggire a nessuno che ancora una volta ci è chiesto un sacrificio enorme senza peraltro essere consultati preventivamente, senza avere avuto in cambio alcuna certezza per l’immediato futuro e, purtroppo, senza nemmeno troppi elementi di chiarezza sull’interpretazione delle nuove norme, né sulla loro effettiva e concreta applicabilità.

In particolare, abbiamo immediatamente chiesto chiarimenti al Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri su due punti specifici del nuovo DPCM, che testualmente riportiamo:

1) Cosa vale di più gerarchicamente all’interno dello stesso Decreto? La norma che consente l’allenamento degli Atleti di Interesse Nazionale o quella che prescrive la chiusura delle Palestre? Nel nostro caso la questione è dirimente. Ma non solo per noi. Le nostre Palestre ospitano spesso non solo Atleti di Interesse Nazionale della FIPE, ma anche di molti altri sport, data la trasversalità delle nostre discipline.

2)  Alla lettera f) del punto 9) dell’art.1, la norma recita che, ferma restando la chiusura delle palestre, “sono consentite l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi”; cosa vuol dire? che, se per assurdo trasferisco una sala pesi o una sala corsi nel giardino del circolo o nel campo di calcio, o se facessi svolgere le attività di corsistica e di Personal Training in un campo da Tennis, o al limite per strada, od in un parco pubblico, potrei far comunque restare aperta la Palestra per far entrare anche gli amatori, i non agonisti, i praticanti lo sport di base? In sostanze le nostre SSD ed ASD, possono continuare a svolgere le proprie attività, se le fanno svolgere all’aperto, per continuare ad erogare tutti i servizi accessori di loro competenza anche al chiuso, se previsti dalle norme?

Ci aspettiamo risposte chiare e certe che vi comunicheremo tempestivamente non appena ricevute, se le riceveremo.

A tutti voi possiamo esprimere la nostra consueta vicinanza, il nostro supporto tecnico ed informativo, ed ancora sicuramente ci impegniamo a sostenere anche concretamente, come già fatto con il precedente provvedimento c.d. “Cura FIPE” di maggio scorso, la vostra attività, che è la nostra vita, attraverso nuove forme di sostegno diretto e/o indiretto.

Un abbraccio sportivo
Antonio Urso
Presidente FIPE