lapadi Livio Toschi

Tra le figure più rappresentative dell’atletica pesante pugliese va ricordato Fernando Francesco Lapalorcia, sordomuto, nato a Maglie (Lecce) il 9 luglio 1893. Iscrittosi al Club Atletico Milanese, apprende i segreti della lotta da Oronte Terenzi. Passa poi alla S.G.L. Cristoforo Colombo e all’Unione Sportiva Milanese. Nel triennio 1916-18 stabilisce diversi primati di sollevamento pesi “in ponte”, a braccia tese in avanti e a “croce di ferro”, ossia portando le braccia tese di lato, parallele al suolo. In questo esercizio conquista il record mondiale con un’alzata di 28 kg per braccio.
Scorrendo la stampa dell’epoca ci s’imbatte spesso in singolari concorsi o primati: nel settembre 1909, per esempio, si disputa a Parigi un «campionato del mondo di forza bruta», che consiste nel trasportare per 20 metri il maggior peso possibile su una carriola (vince il francese Pellettier, che trasporta 600 kg). Nell’ottobre 1910 il russo Treu solleva da terra con i denti un manubrio di 170 kg. Nel giugno 1913 il quotidiano Journal organizza al Coliseo di Parigi un concorso intitolato L’atleta completo: «I concorrenti devono esibirsi in lotta greco-romana, lotta libera, jujitsu, sollevamento pesi, esercizi atletici di fantasia e pose plastiche»: vince Jean François le Breton su 40 concorrenti.
Il grande Giovanni Raicevich è stato più volte primatista mondiale in ponte, pesi massimi, nel biennio 1912-13. In questo esercizio La Gazzetta dello Sport attesta che Lapalorcia alza 15 volte 75,5 kg,  poi 16 volte 85 kg, quindi 6 volte 90 kg. Nel gennaio 1917, a Lecce, solleva 5 volte 100,5 kg, ma il record non può essere omologato per l’assenza di un’apposita giuria. Nel maggio 1919, al Club Atletico Milanese, non riesce a superare il suo primato mondiale, categoria leggeri, di 6 alzate di 90 kg: dopo aver sollevato 5 volte 92 kg nonostante un dolore al gomito sinistro, ripesato il bilanciere alla fine dell’esercizio, si scopre che il peso reale è di 88,8 kg. Più testimonianze sostengono che nel 1926, all’Angiulli, l’atleta leccese migliora finalmente il suo record con 91,5 kg.
Il 23 settembre 1917 Lapalorcia stabilisce a Lecce il primato mondiale assoluto di distensione in avanti, con i palmi in basso, detenuto dal 1904 dal professionista francese Victorius (45,850 kg contro 42,500). Sempre a Lecce, il 13 gennaio 1918, stabilisce un nuovo record mondiale: solleva in ponte 14 volte 75,5 kg, dopo essersi fatto caricare 240 kg sull’addome.
Nel 1920 è proclamato “Atleta perfetto”, qualcosa di simile al moderno titolo di “Mister Universo”. Trasferitosi nel capoluogo pugliese, nel 1923 vince i leggeri e l’assoluto al campionato di lotta greco-romana del Corpo d’Armata di Bari. Lapalorcia afferma di aver fondato la sezione lotta della S.G. Angiulli proprio «per l’entusiasmo incredibile, il fanatismo suscitato nel pubblico» da quel campionato. Il 13 settembre 1929 vince il campionato regionale pugliese di lotta, categoria leggeri.

All’Angiulli allena – tra gli altri – Raffaele Annoscia, Mario Bisignani, Sebastiano Cataldo, Vincenzo Cataldo, Salvatore Longo e Pietro Lombardi, olimpionico nel 1948. Nel 1950 pubblica il manuale Come si diventa atleti e campioni di lotta. Nella Prefazione Lombardi scrive: «Approvo pienamente, anche se altri non lo vedono bene, il metodo di combattimento che il Prof. Lapalorcia sostiene caldamente, perché è il solo che può far vincere. È così che ho vinto l’Olimpiade! E il “vincere brillantemente”, come insiste a dire Lapalorcia, deve essere l’obiettivo assoluto di ogni vero campione, od aspirante tale».
La FIAP nomina Lapalorcia allenatore Benemerito e nel 1963 gli conferisce la Medaglia d’Oro. Muore sul finire del 1963 e nel 1995 il CUS Bari gli intitola una palestra.