Care Amiche

Cari Amici

Volevo con la presente arrivare a voi, certo di farlo in un momento particolare del nostro Paese, del Continente Europa e del mondo intero. Non ricordo a memoria storica che i momenti di crisi siano mai stati momenti semplici, ma so per certo che tutto quello che  è accaduto dopo una crisi grave come questa è sempre stato un momento di costruzione e in particolare di rinnovamento.

So altrettanto bene, però, che, spesso, nella crisi è difficile vedere il futuro e in qualche modo anche difficile riprogrammarlo. Mi riferisco in particolare a tutti gli Amici e le Amiche che sono stati costretti a chiudere le loro palestre o attività collegate ad esse.

La cosa che vi posso dire è che la FIPE non se ne starà con le mani in mano. Unitamente ad altri presidenti federali si vuole tentare la via di sensibilizzazione del Governo a che si tenga conto dell’aiuto necessario al nostro mondo sportivo capace, in altri momenti, di partecipare alla composizione del PIL per un valore pari al 2.5%. Noi contribuiamo all’economia del Paese e in questo momento ci aspettiamo che il Paese ci ricordi unitamente a molte altre Maestranze in difficoltà come la nostra.

Abbiamo in questi giorni dovuto gestire delle situazioni che ci hanno rammaricato non poco: dalla chiusura della attività agonistica alla chiusura della Segreteria così come all’annullamento dei raduni collegiali della pesistica Olimpica e Paralimpica. Il rammarico sta proprio nel fatto che il 2020 è l’anno olimpico e i risultati dei nostri atleti ci facevano sognare ad occhi aperti circa la possibilità di competere per una medaglia. Ma questo è quello che ci chiedono le Istituzioni e noi senza se e senza ma rispettiamo le disposizioni, per il bene di tutti.

Sembrerebbe di colpo vederci cancellare anni di costruzione e progettazione, la stessa sensazione di chi in questo momento vede dilapidare giorno dopo giorno anni di lavoro. Io sono ottimista di natura, amo pensare ad un Paese che si rialzerà ringiovanito nella sua essenza attraverso una riconquista di molti valori che, ultimamente,  avevamo tutti la sensazione di avere perso. Sarà un momento dove inevitabilmente sarà necessario il mutuo soccorso e con questo l’apprezzamento del valore degli altri, valore anche questo, quasi dimenticato.

Ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra, alcuni addirittura di molti di voi volontari a supporto di strutture di primo soccorso e altri invece impegnati per lavoro in ambito sanitario in questa emergenza. La famiglia della FIPE esprime queste ed altre eccellenze ed è per questo che il mio ben pensare mi da serenità per ciò che dovremmo fare per rimetterci tutti in piedi più forti di prima.

Del resto la forza non ci è mai mancata!

Un caloroso abbraccio con l’invito di trasformare questa quarantena in un momento di riflessione.

Antonio Urso