In questo tempo molte delle dinamiche umane, sociali e organizzative dell’intero pianeta cambieranno. Cambieremo noi, il nostro modo di relazionarci e quello degli aspetti valoriali con i quali ci confrontiamo tutti ogni giorno. Anche lo sport, quale fenomeno sociale subirà dei cambiamenti. Per capire in quale direzione andremo vi proponiamo alcune considerazioni chieste al Presidente Antonio Urso.

Cosa significa sport al tempo del corona virus?

In questo momento purtroppo, l’unica certezza che abbiamo è che lo sport tutto è fermo. Si è fermato in termini organizzativi, produttivi, in termini di eventi e di vita sociale. Di certo tra le tante cose che si tentano di prevedere in ambito di organizzazione sportiva nessuno aveva mai lontanamente messo in conto una situazione del genere. L’unica cosa che chiedo a tutti gli operatori nel nostro ambito è quello di non far arrestare l’idea di sport. Di prendere questo momento di pausa per pensare e ripensare a come può essere riproposto il vecchio modello sportivo nel periodo post corona virus.

Le parla di vecchio modello sportivo, ci spieghi meglio

Ho la sensazione che il modo con cui abbiamo concepito lo sport e la sua organizzazione in Italia fino a ieri, nel post corona virus, potrebbe trovare poca corrispondenza o nessuna. Dobbiamo essere pronti a rileggere il momento politico-socio-economico e trovare nuove strategie e nuove forme organizzative. L’unico suggerimento che mi permetto di dare è che quando saremo chiamati a ripartire, spero prestissimo, ci trovi tutti con la mente aperta e capace di prendere una strada oppure un’altra a seconda di quella che offrirà le migliori condizioni senza che le scelte vengano frenate da sentimentalismi legate al passato. Non ci sarà permesso se non nella sola sfera dei ricordi. Probabilmente potremmo avere a che fare con un modello tutto nuovo rispetto al passato. Prendo in prestito un pensiero di Albert Einstein che a tal proposito diceva: la mente è come un paracadute funziona solo quando è aperta.

Come lo immagina quindi il futuro dello sport?

Potrebbero esserci nuove figure in campo quali nuove agenzie con compiti specifici oppure la differente distribuzione di potere e di ruolo tra i vari protagonisti oggi presenti. Spero solo non aumenti la burocrazia che così come tutto il Paese lo sport non è per nulla esente.

Cosa si aspetta dagli organi di Governo in termini di aiuto allo Sport subito dopo la ripresa?

Mi aspetto che lo Sport venga considerato nella sua totale interezza. Mi aspetto che i governanti lo considerino sia sotto il profilo salutistico, sociale ed economico. Per essere più preciso, che tengano in considerazione che una popolazione in forma ha già di suo fatto prevenzione e non solo al COVID-19; per gli aspetti sociali sappiamo tutti cosa vale lo Sport. In ultimo sotto l’aspetto economico avrei piacere che i governanti tenessero bene in mente che lo Sport deve rientrare a pieno titolo in tutti i supporti che giustamente si stanno indirizzando al mondo dell’industria. Basta solo considerare che lo Sport italiano è la quinta industria con una partecipazione al PIL di 2.5 punti: direi qualche miliardo di euro. Se questo non succederà sarà difficile che il nostro mondo possa rialzare la testa.

Il CIO e il Primo Ministro giapponese Abe hanno annunciato lo spostamento dei Giochi Olimpici e Paralimpici al 2021. Come giudica questa scelta?

Sicuramente una scelta di buon senso, ammetto non facile, ma comunque necessaria, non ci sarebbero state le condizioni. Il Giappone ovviamente avrà delle ricadute negative in ambito economico ma il rischio di fare i Giochi tra luglio e settembre p.v. sarebbe stato quello di avere la metà degli atleti ed una affluenza di pubblico scarsissima. Va considerato ancora che molti atleti quali probabili finalisti non si sono ancora qualificati perché non hanno concluso il ciclo delle competizioni previste dalle loro federazioni internazionali, questo significa che anche il livello tecnico dei Giochi sarebbe stato compromesso.

Questo spostamento che conseguenze avrà sulla Pesistica Olimpica e Paralimpica?

Il lavoro fatto dalle direzioni tecniche e dagli staff tecnici è stato quello di arrivare in condizione a luglio e a settembre e per questo devo fare i complimenti a tutti, tecnici atleti, staff sanitario e segreteria per avere costruito le migliori condizioni e sono certo che agli appuntamenti dei Giochi Olimpici e Paralimpici saremmo arrivati tutti nelle migliori condizioni per fare bene. Ora si tratta di allungare di un anno il progetto, il che pone le condizioni affinché tutti possiamo stare sullo stesso piano di partenza. Ci si apre ad esempio la possibilità di recuperare altri atleti per la qualificazione. Unico svantaggio potrebbe essere quello di tenere la motivazione altissima ancora un anno. Sotto questo aspetto le direzioni tecniche e i tecnici devono fare un ulteriore lavoro a favore di questo aspetto, ma conoscendo bene i nostri atleti sono certo che non sarà poi così difficile.

Ritornando a questo momento difficile ci sono in previsione iniziative del CONI e del Governo?

Si è svolta una Giunta Nazionale del CONI con la presenza del Ministro Spadafora il quale ha confermato il contributo delle 600 € per i quali prima possibile arriveranno i decreti attuativi. Sotto questo aspetto mi sono già confrontato con il Presidente Malagò suggerendo alcune possibilità di impiego di fondi già stanziati i quali necessitano solo di essere spostati dal loro iniziale capitolo di spesa e contestualizzate ad un progetto su tutto il territorio. L’idea è stata ritenuta fattibile dal presidente, aspettiamo solo i passi che la burocrazia, anche in questi casi ci obbliga.