convdi Livio Toschi

Trascurando per questa volta classifiche e statistiche, voglio ricordare che il 5 maggio (data che suscita immancabilmente forti reminiscenze manzoniane) si è inaugurata al Centro Olimpico di Ostia la mostra d’arte Sport di forza e di combattimento, promossa dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali e dalla Federazione Italiana Pesistica e Cultura Fisica. La mostra è stata ideata quale cornice di due grandi manifestazioni: il Campionato europeo seniores di pesistica, che si è disputato in Italia 34 anni dopo quello di Verona del 1974, e il Trofeo internazionale Milone di lotta, giunto alla XXVIII edizione (quest’anno era anche gara di qualificazione olimpica). Gli sport di forza e di combattimento, che da sempre ispirano valenti artisti, hanno origini antichissime, indissolubilmente legate all’origine stessa dell’uomo, alla sua inesausta necessità di confrontarsi con i suoi simili e al desiderio di prevalere su di loro.
Prima dell’inaugurazione il pubblico ha potuto assistere alla proiezione di cento immagini di stupende opere d’arte sulla lotta e sulla pesistica, realizzate dall’antichità (3000 a.C. circa) agli anni Novanta, con sottofondo di musica classica. Un viaggio nel tempo ben guidato da corpose didascalie, alla riscoperta di quel legame profondo che ha sempre unito l’Arte e lo Sport, generando – come affermò il barone de Coubertin – «le mariage des muscles et de l’esprit». Quindi il simbolico taglio del nastro con i discorsi di apertura dell’ideatore della mostra, architetto Livio Toschi, e dei Presidenti Matteo Pellicone (FIJLKAM) e Antonio Urso (FIPCF), particolarmente applaudito in quanto eletto pochi giorni prima Presidente della Federazione Europea di Pesistica: è la prima volta che un dirigente italiano ottiene l’alto riconoscimento, che tutti ci onora.
Le oltre 50 opere esposte, selezionate con cura da una commissione presieduta dal professor Alfredo Romagnoli, hanno riscosso lusinghieri consensi tra il pubblico. Gli artisti ammessi si sono ispirati chi al mito, chi alla realtà agonistica, utilizzando materiali, tecniche e stili assai diversi. Tra le opere più significative sulla pesistica segnalo Vigor di Pietro Cimino (quadro su tavola a bassorilievo), Donna con bilanciere e Donna con pesi di Silvia Girlanda (statuette in terracotta), Pesistica di Mario Sarrocco (tecnica mista), Sport di forza di Leonardo Sbaraglia (olio su masonite), La forza e la lotta di Tiburzi (terracotta bianca).
La mostra ha offerto, inoltre, l’opportunità d’inaugurare di fatto il Museo federale (al quale diversi artisti hanno donato le proprie opere). L’iniziativa punta alla ricerca, alla raccolta, alla conservazione, alla catalogazione e all’esposizione di documenti e oggetti significativi che si riferiscono alle nostre discipline, evitando così che un prezioso patrimonio vada irreparabilmente disperso. Questa struttura costituirà uno straordinario luogo d’incontro e un valido punto di riferimento in occasione di grandi avvenimenti, non necessariamente sportivi. Un Museo, infatti, è tale non soltanto per ciò che conserva e per ciò che espone, ma anche per il suo ruolo di testimonianza, per il suo valore educativo, per la sua capacità di comunicare con l’esterno e in particolare con il vasto pubblico dei “non addetti ai lavori”.
È importante ricordare che nel 2006 il progetto del Museo ha vinto, fra 139 concorrenti, il concorso bandito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per ottenere il finanziamento di impianti sportivi con annessi Musei dello Sport.

Dopo il vernissage della mostra, nell’Aula Magna si è tenuto il convegno Roma nel 1908. Presentato e condotto con la consueta maestria dal giornalista Vanni Lòriga, il convegno ha inteso documentare com’era la capitale un secolo fa. Nel 1908, limitandoci ai nostri sport, i campionati nazionali di lotta e di sollevamento pesi si disputarono a Roma per la prima volta. Ma quell’anno va ricordato soprattutto perché all’Olimpiade disputata a Londra il lottatore Enrico Porro conquistò una medaglia d’oro, la prima della Federazione Atletica Italiana.
I relatori del convegno, con il supporto di numerose immagini d’epoca, hanno brillantemente affrontato molteplici aspetti dell’ambiente romano: quello politico e sociale (professor Romano Ugolini), urbanistico e architettonico (professoressa Maria Luisa Neri), ludico e sportivo (architetto Livio Toschi). Al termine i Presidenti Pellicone e Urso hanno premiato i relatori e a loro volta hanno ricevuto il premio istituito proprio quest’anno dal Circolo culturale “Luigi Pianciani”, organizzatore della mostra e del convegno, per onorare i dirigenti sportivi che sostengono con incessante passione l’Arte e la Cultura. Un riconoscimento davvero meritato.

Le nostre discipline vantano un grande passato. Per loro auspichiamo un luminoso futuro fatto di successi agonistici e d’impegno culturale. C’è quindi bisogno di stimoli sempre nuovi, di sempre nuove mete: recuperare l’antico e felice connubio tra l’Arte, la Cultura e lo Sport può dare frutti copiosi.

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