La Giunta Nazionale del CONI ha deciso di assegnare ai fratelli Sam e Paul Coffa la Stella d’Oro al Merito Sportivo, in riconoscimento della loro prestigiosa attività dirigenziale svolta in tanti anni in favore della pesistica nel Mondo.
Sam e Paul Coffa, attivi da oltre 50 anni nel mondo della pesistica in Oceania, sono di origine siciliana, emigrati nel lontano 1956 a Melbourne dalla provincia di Siracusa. Con questa onorificenza il CONI, oltre che attestare le indiscusse capacità sportive dei due fratelli, esprime loro tutta la riconoscenza per la professionalità e l’impegno dedicati allo sviluppo e alla promozione della pesistica.

Dal suo Paese d’origine giunge un premio importantissimo dal CONI, un riconoscimento per l’instancabile lavoro dedicato allo sport e alla pesistica in particolare, da parte Sua e di Suo fratello. Che effetto le fa? Che emozioni le provoca?

Paul) Non mi aspettavo di ricevere questo prestigioso premio dal CONI. Onestamente devo dire grazie ad Antonio Urso che ha avuto un’influenza importante per questo riconoscimento, e ovviamente grazie anche al CONI per essere stato così gentile da offrirmelo. La mia è una famiglia di emigrati, provenienti dalla piccola città di Ferla, in provincia di Siracusa. In quel periodo era difficile per i miei genitori crescere una famiglia in Sicilia, non avevano davvero altra scelta se non quella di cercare un futuro migliore altrove. Siamo arrivati a Melbourne prima delle Olimpiadi del 1956, e mio fratello Sam, che era un po’ più grande di me, mi portò a vedere il sollevamento pesi. Sono rimasto così impressionato! In particolare sono stato molto attratto dalla squadra italiana, soprattutto Sebastiano Mannironi. Da quel momento è iniziata la mia carriera di sollevamento pesi. All’inizio degli anni ’60 dopo i Giochi Olimpici di Roma, ho contattato il CONI sperando di poter avere la possibilità di competere per l’Italia in eventi futuri. Purtroppo non è andata così e la mia vita ha preso altre strade. Ho avuto la fortuna di essere il Direttore/Allenatore della Nazionale australiana di pesistica olimpica negli anni ’80 e nei primi anni ’90. Poi quando mi sono trasferito nelle isole del Pacifico, ho assunto un nuovo ruolo: non ero solo allenatore ma anche Segretario generale dell’Oceania e del Commonwealth. Inoltre ho anche creato l’Oceania Weightlifting Institute. Ho avuto una gran fortuna nel poter partecipare a dieci Olimpiadi in veste di Tecnico e a dieci edizioni dei Commonwealth Games. Addirittura nei miei primi Giochi Olimpici nel 1984, ho avuto la fortuna di allenare quattro atleti della squadra australiana, vincendo una medaglia d’oro e una d’argento. Ma devo confessare che, nonostante tutti gli anni in cui ho viaggiato per il mondo, nel mio cuore ho sempre avuto un debole per il team italiano, ovunque lo incontrassi. Anche per questo motivo, per me questo premio significa tanto e voglio ringraziare di nuovo tantissimo il CONI per avermelo assegnato.

Sam) E’ un’emozione molto forte ricevere un premio di tale importanza da un Ente così prestigioso come il CONI, l’ente sportivo per eccellenza dell’Italia, il mio Paese d’origine. E’ quasi impensabile: io in Australia, il CONI è in Italia e ha pensato proprio a me. Per un Patriota è un’onorificenza eccezionale. Queste sono cose che non accadono spesso, il che mi ha fatto ancora più piacere, oltre a regalarmi una grande emozione. E’ incredibile pensando al cammino che ho fatto, da dove sono partito.

Lei ha assistito a importanti cambiamenti nel mondo dello sport, cambiamenti inevitabili, che negli ultimi anni stanno avendo un’incredibile accelerazione. Come sta vivendo questi cambiamenti? Dove crede che porteranno?

Paul) Durante la mia carriera ho visto molti cambiamenti nel mondo sportivo. Negli anni ’80, periodo durante il quale avevo diversi contatti con atleti bulgari e russi, ho organizzato molti eventi internazionali in Australia, ai quali partecipavano i più grandi campioni del momento. Quindi ho potuto vedere come il Blocco dell’Est ha iniziato a rompersi, molto prima della caduta del muro di Berlino; quindi mi aspettavo i cambiamenti politici che sono avvenuti anche se non credevo così rapidamente.
Alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, dichiarai che il sollevamento pesi stava per cambiare e che gli atleti del mondo occidentale sarebbero rimasti indietro. Questo perché lo scioglimento dell’URSS ha portato ad avere oltre 15 atleti ex sovietici in tutte le categorie. Purtroppo avevo ragione, è esattamente quello che è successo. All’improvviso non avevamo più solo l’unione Sovietica, ma l’Ucraina, la Bielorussia, la Georgia, l’Armenia e tutto il resto. Ero preoccupato anche per l’impatto dannoso che il doping avrebbe avuto sulla pesistica, dato che era già evidente la disgregazione dei Paesi (l’ex blocco orientale) che avrebbe poi in futuro causato grossi problemi. E purtroppo se vediamo adesso la situazione di questi Paesi le mie previsioni erano esatte.
Sebbene il sollevamento pesi sia uno sport eccezionale, in grado di essere da base per quasi tutti gli altri sport, l’immagine che ha mostrato di sé negli ultimi 30 anni o più ha avuto profonde ripercussioni sulla capacità di avere importanti sponsorizzazioni. E ovviamente senza grandi finanziamenti, lo sport non può attrarre grandi eventi con copertura televisiva, quindi grandi folle di appassionati e pubblico, il che ha portato alla rovina della pesistica.

Sam) I cambiamenti fanno parte della vita e credo che sia io che mio fratello Paul abbiamo fatto molto per l’evoluzione di questo sport nel mondo. Insieme abbiamo lavorato per la crescita di questa disciplina in Australia, in Oceania e continuiamo ancora farlo. Tra pochi giorni tra l’altro inizieranno i Giochi del Commonwealth, ma ho deciso che a fine anno darò le dimissioni dalla carica di presidente della Australian Commonwealth Games Association. Direi che a oltre 80 anni è giusto che mi ritiri, non sarebbe giusto per l’Associazione.

Il mondo della pesistica in particolare sta vivendo una vera e propria rivoluzione, grazie anche alle idee futuristiche di Antonio Urso. Il Presidente FIPE purtroppo non è riuscito nell’intento di diventare Presidente della Pesistica Mondiale ma non solo le sue previsioni si stanno realizzando a distanza di anni da quando sono state predette ma le sue proposte sono attualmente baluardo per i cambiamenti epocali che la disciplina sta affrontando. Cosa ne pensa?

Paul) I cambiamenti sono inevitabili e con il tempo e soprattutto nell’ultimo decennio, molti sport stanno cambiando direzione e avanzando verso nuove idee, nuovi sistemi, nuova governance. Sfortunatamente il nostro sport è ancora imprigionato in una ragnatela. Le opportunità di cambiare e introdurre metodi migliori, che il dott. Antonio Urso sperava di apportare da tempo, non si sono verificati quando avrebbero dovuto. Purtroppo, molti leader nel nostro sport non hanno la visione lungimirante di Antonio Urso. E quindi di fronte all’assenza di cambiamenti, il CIO ci ha messo in guardia sulla partecipazione della pesistica ai prossimi Giochi Olimpici. Da quel momento abbiamo notato che le idee del Dr. Antonio Urso hanno iniziato ad essere applicate dall’IWF in molti ambiti: soprattutto nel doping, il sistema di qualificazione olimpica, ecc. Il futuro, per come vanno le cose adesso, non si prevede ancora ottimo per il sollevamento pesi. La nostra disciplina ha bisogno di un nuovo inizio. Molti sport lo hanno fatto mentre noi dobbiamo muoverci e non rimanere fermi o corriamo il rischio di restare indietro.

Sam) In qualsiasi ambito i cambiamenti sono inevitabili, anche se ci vuole tempo affinché si realizzino, soprattutto quelli di una certa importanza. Penso e spero che tutto andrà nella giusta direzione per la pesistica mondiale. Nella mia vita ho visto cose che non pensavo esistessero: mi riferisco al doping, alla droga, alla corruzione, episodi terribili di amministrazione sportiva, personaggi inqualificabili … sì perché purtroppo certe volte il denaro è più forte della giustizia e bisogna farci i conti. A riguardo mi fa ancora rabbia pensare a quello che è successo lo scorso anno ad Antonio Urso, che abbiamo sostenuto per tanti mesi nel percorso elettorale verso la presidenza IWF; Antonio non ha vinto ma attualmente la pesistica mondiale sta seguendo pedissequamente il suo programma. Quello che diceva Antonio solo 4/5 anni fa a suo tempo veniva bistrattato, ora invece viene realizzato!