Ieri il Rapporto McLaren ha svelato ufficialmente i misfatti di Tamas Ajan, della sua leadership autoritaria nell’IWF, dove è stato segretario generale e poi presidente per 44 anni. La bomba era scoppiata a gennaio quando il documentario «Secret Doping. Lord of the Lifters» del canale tv pubblico tedesco Ard aveva svelato le corruzioni, le sottrazioni economiche, le complicità e i controlli sul doping, del padre-padrone della pesistica mondiale Ajan. Finalmente è tutto inequivocabilmente nero su bianco e il quadro che ne è uscito fuori è alquanto raccapricciante: uno scandalo senza precedenti sul quale, da sempre, il Presidente FIPE ed EWF Antonio Urso aveva messo in guardia, non solo gli omologhi della pesistica mondiale ma anche i vertici del CIO.

Per lui ciò che viene evidenziato nel rapporto McLaren non è affatto una sorpresa visto che Urso ha contribuito in grandissima parte, prima al reportage tedesco, poi allo stesso rapporto dell’investigatore canadese. Adesso l’IWF non solo può ma deve voltare pagina, per rispetto della pesistica, degli atleti, dell’etica olimpica e di oltre 2 millenni di storia sportiva.

Presidente, che impressione ha avuto nel leggere il report?

Ovviamente il report per me non rappresenta nessuna novità, ogni cosa che ho sempre scritto, denunciato e pensato è riportato parimenti nel report McLaren. Non sono stato sorpreso anche perché credo di avere fornito a McLaren oltre il 70% dei documenti su cui è stata poi costruita l’indagine. Mi ha fatto solo piacere che un professionista come McLaren mi abbia dato ragione citandomi più volte nel suo report.

Quali sono i punti maggiormente interessanti del report?

I soldi mancanti, la corruzione, il doping e il broglio elettorale di Bangkok. Dei soldi mancanti sostanzialmente mi sono sbagliato di 400.000 $ ma per difetto, in realtà ha sottratto milioni e milioni di dollari tutti documentati anche prima del report McLaren. Ribadisco che queste somme mancanti sono solo provento della contribuzione del CIO perché la IWF non ha nessuno sponsor capace di fare entrare soldi da differenti proventi. Sul tema della corruzione c’è un’ampia documentazione di fatti e dettagli per i quali c’è solo l’imbarazzo della scelta. Anche sul tema doping non si lesinano nel report evidenze tipiche di una inqualificabile gestione che ha favorito amici attraverso la elusione di controlli oppure condannando i nemici attraverso controlli e forzature di ogni tipo. Infine il broglio elettorale di Bangkok. Sostanzialmente quella elezione l’avrei vinta se non ci fossero state delle schede premarcate con il suo nome e se non fossero state pagate delle belle mazzette per comprare i pochi voti necessari che hanno cambiato l’esito della votazione a suo favore. Ricordo solo di aver perso per 13 voti.

Come ha potuto un solo uomo gestire tutte queste attività illecite all’interno della IWF?

Molto semplice! Il suo potere non nasce certo ieri. Voglio ricordare a chi ci legge che Ajan ha cominciato la sua attività di Segretario Generale nel lontano 1976, fino al 2000, quando diventa Presidente e dal ‘76 ad oggi attraverso il doping (per gli amici) o l’antidoping (per i nemici) si è costruito un potere non da poco. Se questo poi lo si lega al potere economico e al fatto che ha sempre scelto intorno a sé persone di poca caratura etica e morale, per complicità o incapacità, il gioco è fatto. Il suo potere cresce in maniera esponenziale da quando poi nel 2010 porta alla direzione generale della IWF suo genero: Attila Adanfi, che si è preoccupato solo di supportare in ogni modo la gestione del potere di Ajan. Fortunatamente anche lui da ieri non è più parte della IWF. A questo va aggiunta anche la protezione di alcuni esponenti del CIO durante l’era Jacques Rogge.

Cosa si prova dopo anni di lotta al “buio” e da soli nel leggere 122 pagine di accuse che confermano le tesi da lei sostenute?

Non provo nessuna soddisfazione né tantomeno rabbia. Credo di conoscere discretamente il genere umano tanto da sapere che c’è gente (tanta) incline alla corruzione e alla mistificazione delle regole; altri ancora (anche questi non pochi) conniventi, altri disinteressati alla cosa comune, e altri ancora incapaci. Tutti insieme queste categorie favoriscono i piani diabolici dei primi, che sono spesso di intelligenza superiore alla media, di portare a compimento i loro piani criminali in cambio solamente di poche briciole ma comunque contenti. È una cosa perversa ma così funziona generalmente il genere umano. Ho solo del rammarico per il nostro sport che oggi avrebbe potuto vivere i meritati fasti che un’antica disciplina come il sollevamento pesi merita, anziché lottare per la sopravvivenza in ambito olimpico.

La domanda adesso sembra scontata: e ora? Credo che il futuro possa essere la visione più positiva di tutta questa faccenda.

Spero vivamente che anche la magistratura Svizzera cominci il suo corso anche perché dal report McLaren si evincono una serie di reati al codice civile svizzero che andrebbero sanzionati e magari obbligare Ajan a restituire il maltolto. Sul futuro? Spero che questo nuovo esecutivo, che ha fatto delle scelte importanti su alcune questioni, non si perda per strada al momento delle elezioni del prossimo gennaio spaccandosi nuovamente per poltrone o interessi personali. Del resto Ajan ha lasciato molti degni eredi del suo pessimo nome e a questo bisogna porgere molta attenzione.

Lei cosa pensa di fare in futuro nella IWF?

Non è in realtà il pensiero più ricorrente in questo momento quello di chiedermi cosa farò nel prossimo futuro, sto solo pensando, e molto, al presente, lavorando alacremente insieme all’attuale Presidente ad interim e al Segretario Generale sulla ricostruzione a livello organizzativo e di Management della IWF, apportando modifiche strutturali importanti per far si che questa federazione abbia un’organizzazione simile a molte altre federazioni internazionali, funzionale al rinnovamento di una intera filiera che faccia rinascere l’immagine mondiale della pesistica.