Legge di Bilancio 2018

Legge di Bilancio 2018La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto numerose novità per il mondo dello sport dilettantistico.
Cerchiamo di approfondire ulteriori aspetti con una nuova intervista al Prof. Avv. Guido Martinelli, consulente legale FIPE, che ci chiarirà alcuni punti essenziali della Legge.

(Guido Martinelli ha insegnato legislazione sportiva presso le Università di Padova, Parma e Ferrara. Svolge comunicazioni sulle problematiche giuridico – amministrative dello sport presso il Master in management dello sport indetto dalla Luiss nonché il Master Olimpico della Scuola dello sport del Coni. Svolge comunicazioni al master internazionale in “strategia e pianificazione delle organizzazioni e degli eventi sportivi” che si svolge presso l’Università di Parma in collaborazione con l’Università di San Marino. È autore di numerose pubblicazioni e articoli in materia di sport e non profit. È responsabile scientifico delle riviste “il Nuovo Club” e “Associazioni e Sport”).

Egr. Avv. Martinelli, torniamo sulla Legge di Bilancio 2018, soprattutto su alcuni effetti “secondari”, per tentare di fare un po’ di chiarezza a vantaggio dei nostri Associati e Tesserati.

1. Sembra essere in atto una sorta campagna di “terrore”, forse messa in giro appositamente da qualcuno interessato a raccogliere benefici indebiti in un momento di novità legislative, per la quale la dicitura della nostra qualifica “Personal Trainer” esplicitata sulla tessera FIPE, non sarebbe sufficiente per ottenere collaborazioni presso Strutture Sportive e per ricevere emolumenti sportivi dilettantistici come redditi diversi ai sensi dell’Art.67 del TUIR. Ci sembra abbastanza inverosimile un’affermazione del genere: cosa ci può dire al riguardo? Si sente di tranquillizzare i nostri Tecnici che hanno effettuato percorsi di studio importanti e che hanno sempre potuto dimostrare di essere perfettamente all’interno delle norme vigenti grazie ai percorsi formativi ed al tesseramento con la FIPE?

La normativa fa riferimento al soggetto emittente il titolo abilitante (Federazione Sportiva Nazionale) e non alla specifica contenuta sulla tessera; pertanto è del tutto irrilevante la definizione che ne venga data da parte della Federazione circa il titolo abilitante posseduto. Per quanto riguarda i compensi, quelli di tipo sportivo possono essere riconosciuti a chiunque svolga attività sportiva dilettantistica sulla base di due presupposti riportati dallo stesso Ispettorato Nazionale del lavoro nella sua circolare 1/16:

“…l’applicazione della norma agevolativa che riconduce tra i redditi diversi le indennità erogate ai collaboratori è consentita, solo al verificarsi delle seguenti condizioni:

  1. Che l’Associazione / Società Sportiva Dilettantistica sia regolarmente riconosciuta dal CONI attraverso l’iscrizione nel Registro delle Società Sportive;
  2. Che il soggetto percettore svolga mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti e delle indicazioni fornite dalle singole Federazioni, tra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo – dilettantistiche così come regolamentate dalle singole Federazioni”

Non vi è dubbio, pertanto, che ove il soggetto committente sia regolarmente iscritto al registro CONI (anche ove non fosse affiliato FIPE) la prestazione del tecnico abilitato dalla Federazione è, ovviamente, mansione rientrante tra quelle regolamentate dalle Federazioni (nel nostro caso FIPE). Non vi è alcun dubbio, pertanto, che l’istruttore FIPE, ove svolga una attività inerente alla sua specializzazione in favore di un ente regolarmente iscritto al registro CONI, anche se non affiliato FIPE, possa ricevere i c.d. compensi sportivi.

2.  Possiamo quindi sgomberare il campo da dubbi di sorta circa il fatto che chi è in possesso delle Qualifiche Tecniche Federali è abilitato all’insegnamento di tutte le discipline federali statutarie, ivi comprese quelle che gravitano nell’ambito della Cultura Fisica come recentemente sancito anche dal CONI con delibera CONI n. 1568 del 14/02/17?

Assolutamente sì, ma ciò non solo nell’ambito e per le regole del CONI ma anche per le Leggi Regionali dello sport che prevedano la presenza in palestra di un istruttore di specifica disciplina

3. Con riferimento invece alle Società Lucrative, nella stessa legge di Bilancio considerate riconoscibili ai fini dello svolgimento dell’Attività Sportiva Dilettantistica, possono già iscriversi al Registro CONI ed essere pertanto affiliate alle FSN ed in particolare alla FIPE, o manca ancora qualche passaggio?

Manca l’attivazione, nell’ambito del registro CONI, della sezione dove dovranno iscriversi le lucrative. In più sarà necessario conformare i regolamenti federali a questa nuova realtà. Attenzione, pertanto, a non fare ancora trasformazioni da Società Sportive non lucrative a lucrative. Ad oggi si rischia la perdita dei requisiti sportivi (Affiliazione). Aspettiamo sereni la conclusione dei Giochi Olimpici Invernali, a seguito dei quali credo che il CONI si attiverà prontamente per il raggiungimento di questo traguardo.

4. Alcuni Enti di Promozione veicolano informazioni pubbliche tra i propri associati nelle quali propongono percorsi formativi a pagamento per “sanare” posizioni tecniche che li portino ad includere nel proprio portafoglio spendibile anche Yoga, Pilates etc.etc. Quanto è corretta formalmente questa rappresentazione? Lo possono fare?

No, in quanto l’istruttore di Yoga o di Pilates non potrà ad esempio mai essere pagato con i compensi sportivi stante il fatto che dette attività non sono riconosciute come discipline sportive autonome da parte del CONI. Pertanto, i Corsi o i Brevetti di Yoga o Pilates potranno avere valore culturale ma mai abilitante a nulla. Ciò premesso nulla vieta all’istruttore di Cultura Fisica patentato FIPE di fare un Corso di Cultura Fisica al cui interno adottare, tra le metodiche di preparazione anche lo Yoga o il Pilates e vedersi legittimamente riconosciuto un compenso sportivo.

5. A tal riguardo la FIPE attraverso la propria Strength Academy sta per lanciare una nuova proposta formativa che come è noto si muove in perfetta sintonia con lo SNaQ del CONI all’interno del quale è formalmente riconosciuto. Il nuovo Corso è finalizzato a qualificare Allenatori di I Livello FIPE per le discipline della Cultura Fisica con particolare riferimento a quelle dello Strength Yoga, del Pilates, del Calistenico e similari, in quanto ritenute propedeutiche alle discipline federali. Il CONI da questo punto di vista è stato chiaro, assegnando solo alla FIPE ed alla Federginnastica tale ambito formale, il che sembra ulteriormente sgomberare il campo da altre interpretazioni e forzature di sorta come quella a cui hai già risposto nella domanda precedente.

Sono contento di questa iniziativa che sarà sicuramente importantissima sotto il profilo culturale ma che non muta il contenuto di quanto sopra riportato. Il tecnico FIPE con le sue attuali e quindi diciamo a questo punto anche future qualifiche può insegnare la Cultura Fisica nelle varie espressioni autorizzate dalla Federazione (quindi anche Pilates e Yoga) e ricevere, da soggetti regolarmente iscritti al registro CONI i cd. compensi sportivi di cui all’art. 67 primo comma lett. m del Tuir.