piga12di Livio Toschi

Nel 1951 coglie i primi successi un promettente peso massimo tesserato per la S.G. Pro Patria di Milano: Alberto Pigaiani, nato nel capoluogo lombardo il 15 luglio 1928 e operaio nell’Azienda Tranviaria Milanese. È cresciuto all’ombra di Attilio Bescapè, gloria della Pro Patria e della pesistica nazionale: 15 titoli italiani, campione europeo nel 1934, 5° all’Olimpiade di Los Angeles nel 1932, 6° a quella di Berlino nel 1936. Sotto la sua guida Pigaiani sviluppa uno stile che privilegia la tecnica e la carica nervosa rispetto alla forza fisica, raccogliendone i frutti durante una prestigiosa carriera.
In occasione del campionato del mondo disputato a Milano nell’ottobre 1951 s’intrufola nell’organizzazione e accompagna i campioni d’oltre Atlantico nelle palestre della città. Per Alberto è stimolante osservare i formidabili atleti americani durante gli allenamenti e le gare: Davis, Schemansky, Stanczyk e George vinceranno 4 medaglie d’oro; Bradford, Sheppard e Pittman 3 d’argento.
Non è ancora pronto per l’Olimpiade del 1952 (a Helsinki nei massimi gareggia Adelfino Mancinelli), ma si prepara già per i Giochi di Melbourne. Il 31 maggio 1953 stabilisce il primo record nazionale, migliorando quello di Dionisio Beretta nello slancio, che resisteva da quindici anni (146,7 kg). Il 6 giugno 1954, dopo tre secondi posti alle spalle di Mancinelli, lo supera e conquista a Varese il titolo nazionale sollevando 400 kg nei 3 esercizi: è il primo pesista italiano a raggiungere i 4 quintali. Un mese dopo esordisce vittoriosamente in Nazionale nell’incontro Italia-Francia a Torino (417,5 kg). Nel luglio 1955 ottiene il primo successo internazionale aggiudicandosi l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona con un totale di 422,5 kg e lasciandosi alle spalle il vincitore del 1951, l’egiziano Mohamed Geisa. Nel giugno 1956 all’europeo di Helsinki si classifica 2° (432,5 kg) dietro il sovietico Alexei Medvedev, poi campione mondiale nel 1957 e 1958.

All’Olimpiade del 1956 nella categoria oltre 90 kg gli avversari più pericolosi sono lo statunitense Paul Anderson, primo al mondiale 1955, l’argentino Humberto Selvetti, 3° a Helsinki e al mondiale 1953, l’iraniano Firouz Pojhan, 3° al mondiale 1951. A Melbourne Alberto conquista il bronzo superando Pojhan (452,5 kg contro 450), ma ben distante da Anderson e Selvetti (ambedue 500 kg). Oltre al primato italiano nel totale, migliora anche quello di slancio (172,5 kg).
Solleva ancora 452,5 kg al mondiale del 1957 a Teheran, dove – sebbene fallisca 5 delle 9 alzate consentite – si classifica terzo dietro Medvedev e Selvetti. Con 175 kg, inoltre, ottiene la migliore prestazione della sua carriera nello slancio. Durante la Coppa Scuri del 1958 stabilisce un nuovo record: 132,5 kg nello strappo. Partecipa anche ai mondiali di Stoccolma nel 1958 e di Varsavia nel 1959, guadagnando un 4° e un 5° posto (2° e 4° in Europa).
Conquista una medaglia di bronzo all’europeo del maggio 1960 al Palazzo del Ghiaccio di Milano con un totale di 445 kg (150+125+170), ossia gli stessi risultati raggiunti a Varsavia l’anno precedente. Un mese dopo, a Bologna, solleva 440 kg: la sua migliore prestazione in un campionato nazionale.
L’Olimpiade di Roma sarebbe l’occasione ideale per una grande impresa, ma Pigaiani ha perso da poco il padre ed è psicologicamente a terra; il contrario di quando gareggiò a Melbourne, galvanizzato dalla nascita della figlia Paola. A causa di uno stiramento deve per di più rinunciare alle due ultime prove di slancio. Si classifica soltanto 7° con 450 kg, mentre il sovietico Yuri Vlasov vince con 537,5 kg, fantastico record del mondo, davanti agli statunitensi James Bradford (512,5 kg) e Norbert Schemansky (500 kg). Con 152,5 kg, comunque, Alberto ritocca il primato italiano di distensione, che nel 1963 porta prima a 155, poi a 158,5 kg.
Dopo aver conquistato 11 titoli nazionali consecutivi, nel 1965 a Savona è battuto dal veronese Tranquillo Furlan, che alza 442,5 kg contro i suoi 425. Alberto vince ancora gli assoluti nel 1966 e 1967, chiudendo la brillante carriera con il successo al campionato seniores disputato a Milano nel novembre 1967.

Ha conquistato una medaglia di bronzo alle Olimpiadi e una ai mondiali, 2 medaglie d’argento e una di bronzo agli europei, una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Vanta inoltre 13 titoli e 30 primati italiani, oltre a 18 presenze in Nazionale. Nel 1957 ha vinto anche il campionato italiano di società con la S.G. Pro Patria.
Medaglia di bronzo CONI al Valore Atletico, medaglia d’oro FIAP (1956 e 1957), medaglie d’oro dell’Assessorato allo Sport del Comune di Milano e dell’Associazione Veterani Sportivi (1957), Medaglia d’Onore al Merito Sportivo FILPJ (1982). Al termine dell’attività agonistica riceve da Bescapè il testimone di preparatore tecnico della Pro Patria, fucina di campioni.
Muore a Milano il 15 giugno 2003, stroncato da un male incurabile.

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Pigaiani sul podio all’Olimpiade di Melbourne 1956 con Paul Anderson (USA) e Humberto Selvetti (Argentina)