Vincenzo Veneziano
Vincenzo Veneziano

Quali sono le date importanti per la palestra?

Ho fondato la palestra nel 1958 a Foggia, ero giovanissimo! Me lo consigliò mio padre perché a quei tempi ero molto gracile. Allora comprai un po’ di riviste e un libro, “Lotta e Pesi” scritto da Edilio Pareto, ancora ce l’ho! Così mi appassionai. La mattina andavo a lavorare, ero impiegato all’Istituto Poligrafico dello Stato, poi la sera mi dedicavo ai pesi. Li costruivo con i barattoli vuoti di pomodori riempiti di cemento! In realtà la nascita della primissima palestra è stata nel 1957, in una stanzetta piccolissima nella parte vecchia della città ma fummo costretti a spostarla quando una vicina di casa ci accusò di “adunata sediziosa”! La nascita ufficiale risale al 1958 con relativa affiliazione alla FIAP, Federazione Italiana Atletica Pesante; nel corso degli anni cambiò diverse sedi ma furono sempre tanti gli atleti che ne fecero parte. All’inizio si chiamava ‘Olimpia’, ma un prof di educazione fisica ne aprì una con lo stesso nome e i ragazzi iniziarono ad andare da lui. Poi un amico mi consigliò: “Fai come me, chiamala ‘Accademia’ e mettici il tuo nome”. Io aggiunsi la parola ‘Atletica’ e così nacque l’Academia Atletica Veneziano, che oggi gestisce mia figlia Clementina a Monteroni, a Lecce.

Un’altra data importante per l’Accademia fu il 1986 quando per la prima volta in Italia fu organizzato il Criterium Nazionale di Pesistica Femminile. Ovviamente fece molto scalpore all’inizio proprio perché ‘femminile’, poi però visti anche i risultati straordinari che raggiunse, fummo considerati degli avanguardisti e fu accolto con grande partecipazione.

Nello stesso anno l’allora Presidente del CONI, Franco Carraro, assegnò la Stella di bronzo alla Società, mentre nel 1994, il Presidente Mario Pescante ci assegnò la stella d’argento. Infine, nel 2013 la Stella d’Oro. Ho anche il titolo di Maestro benemerito, di cui vado molto fiero. Mi volevano fare anche Cavaliere ma io gli ho risposto con ironia: “Secondo voi dovrei darmi all’ippica?”

Sono tanti gli atleti che sono passati per l’Accademia?

Tantissimi! Indimenticabili i primi che ho allenato: Fernando Morelli, Franco Bianco, Pasquale Perdonò, Savino Danese, Raffaele Veneziano, Giuseppe Veneziano, Monica Dentico, Flavia Raponi, Letizia Montagano, Roberto de Palma. Fino ai più attuali Greta d’Ambrosio, Francesca Torsello, Benedetta Nestola, Francesco Rizzo, Luciano Tornese, Natalia Martino, Azzurra Lanzillotti, .

Ma non ci sono solo gli atleti che vanno ai campionati e che fanno risultati ‘storici’. Alla palestra di Monteroni lavorano tantissimo con i progetti scolastici, con tante soddisfazioni, anche perché ci sono storie emozionanti. C’è per esempio una ragazza di 15 anni, Maria Gloria Puscio, alla quale avevano consigliato di fare pesi solo perché in sovrappeso; insomma, si è avvicinata alla disciplina per puro caso. Invece la pesistica le ha dato una motivazione per stare meglio in salute, ha perso 15 kg, e ora sta anche facendo degli ottimi risultati.

Le emozioni erano più forti da atleta o da tecnico?

Sono cose molto diverse, poi quando si è giovani è tutta un’altra cosa. Da atleta ho dei bellissimi ricordi. Per esempio nel 1963, quando partecipai al primo corso di lotta e pesi fatto a Napoli, ai Campi Flegrei. Poi ho fatto tante gare regionali, interregionali. Ogni gara a cui partecipavo, come atleta e poi come tecnico, la appuntavo sul mio diario, era pienissimo! Ora non riesco più a viaggiare come prima, continuo a muovermi, a riposo non ci sto mai ma non è come prima.

La nostra è una bellissima disciplina, se fatta bene, al naturale. Ma posso dire che la pesistica mi ha fatto arrivare ai miei 77 anni in salute. Per questo dico grazie alla pesistica.

Quale pensa sarà il futuro della pesistica olimpica?

Io ho letto tutto su quello che è avvenuto nella pesistica internazionale e so tutto di quello che ha detto e fatto l’amico Antonio Urso per difendere il nostro sport. Secondo me bisognava mandar via l’ex Presidente IWF già molto tempo fa, per salvare tanti ragazzi, gli atleti e la stessa disciplina.

La pesistica andrebbe trattata in un altro modo, gli atleti andrebbero trattati in un altro modo.

Ricordo quando tanti anni fa parlai per la prima volta con il Presidente, allora c’era Pellicone, perché volevo fare un campionato di pesistica femminile, a Foggia. Non volevo nulla dalla Federazione e comprai tutto io, medaglie comprese. Volevo che tutti avessero attestati di partecipazione e anche una medaglia, naturalmente diversa a seconda del risultato raggiunto. Così si invoglia un ragazzo a fare sport. Spingevo tutti a farlo, ragazzi e ragazze, gli dicevo di darsi da fare perché solo così i risultati arrivano. Lo sport però va rispettato. Bisogna presentarsi in pedana in modo ordinato, con la divisa societaria magari, non in modo sciatto. Oppure quando si va a parlare con il Presidente: bisogna presentarsi per bene. Non è tanto difficile, certe cose vanno rispettate. Anzi, già si è fatto molto.

Ora speriamo solo di uscire da questa brutta situazione sanitaria. La pesistica si fa al chiuso e bisogna rispettare certe regole. Ma io sono convinto che ce la faremo.