“I sovraccarichi sono fondamentali, fanno la differenza”. Ne è un convinto sostenitore Daniele Molmenti, canoista campione olimpico di Londra 2012 e ora CT della Nazionale di slalom, nonché membro del Consiglio Nazionale CONI in qualità di rappresentante degli atleti. Un parere da chi di pesi se ne intende e che ha fatto della forza la sua ‘forza’. I suoi bicipiti e i suoi pettorali mostrati con orgoglio dopo la vittoria ai Giochi di Londra sono il frutto di tanti e duri allenamenti in palestra, e sono ormai divenuti celebri come i 270 chili che il canoista riesce a sollevare sulla panca. “Sono convinto che a parità di tecnica, la forza sia l’elemento che fa la differenza in una competizione, – dice Molmenti – bisogna rispettare certi canoni e fare dei test fisici per capire cosa è più o meno adatto per ciascun fisico. Io per esempio non ero tecnicamente eccelso ma sopperivo con la forza. Insomma secondo me il lavoro ‘a secco’ è più del 50% dei una prestazione, anche perché, parliamoci chiaro, una 500 non potrà mai battere una Ferrari in quanto a potenza”. L’idea di Daniele Molmenti è quella che le Federazioni si avvicinino il più possibile tra loro e collaborino per la formazione fisica: “Il problema è che molti hanno paura di lavorare con i sovraccarichi ma bisogna andare oltre queste convinzioni. Ci sono studi e metodi che permettono anche ai giovanissimi, anche a chi ha 14 anni ed è in piena trasformazione fisica, di fare questi allenamenti: bisogna cominciare a creare le basi ma bisogna farlo in modo intelligente coinvolgendo tutte le discipline e poi ‘trasformare’ quello che viene fatto in sala pesi in acqua, come nel mio caso, o in palestra, o in qualsiasi altra sede di gara”. La preparazione è tutto per Molmenti che ‘confessa’ un debole per la pesistica: “E’ nel mio cuore. Ricordo che dopo la 3° media incontrai il maestro di Pesistica Dino Marcuz e fu proprio lui a dirmi che ‘avrei potuto fare qualcosa nella mia carriera sportiva’. E in effetti così è stato”.

Ora la carriera di Daniele Molmenti si è spostata dalle rapide alla scrivania, visto che da poco è membro del Consiglio Nazionale CONI in qualità di rappresentante degli atleti. “Mi sono proposto all’ultimo e credo di essere stato sulla fiducia visto che non ho fatto alcuna campagna elettorale e non ho mandato nessuna mail per catturare voti. Sono stato l’ultimo ad essere votato ma ora ci sono e voglio ricoprire il mio incarico al meglio, è una grande responsabilità”. Carico di adrenalina e di voglia di fare, Daniele Molmenti è pronto per il suo nuovo ruolo: “Conosco bene il sistema sportivo sloveno, tedesco, inglese, cinese e australiano, ho molta esperienza a riguardo e ho formato le mie idee sulla base di queste conoscenze. Credo che all’interno del sistema CONI ci siano cose da migliorare e cose che esistono già che vanno solo supportate”. Ma ogni viaggio inizia con un passo: “Il mio primo pensiero è per gli atleti che a fine carriera non sanno come collocarsi; la mia idea è coinvolgerli in un percorso di formazione che inizi già durante la carriera agonistica, facendo ulteriori convenzioni con le Università per esempio. Tante soluzioni già ci sono ma occorre renderle operative e stabili”.