Care Amiche, Cari Amici,

Questa ricorrenza Pasquale quest’anno capita in un momento molto particolare della nostra vita individuale e sociale. Ci ritroveremo a festeggiarla con alcuni dubbi sul nostro futuro e magari con anche delle incertezze. I dubbi e le incertezze sono però l’elemento cardine della evoluzione sociale e culturale di un popolo. I dubbi e le incertezze stimolano sempre domande, considerazioni, alle quali ci si indirizza per trovare delle risposte; dare risposte alle domande significa vedere lo stesso problema da un diverso punto di vista.

Ci siamo evoluti così in milioni di anni e così abbiamo costruito ogni cosa nella nostra esistenza incluso lo sport che abbiamo fino ad oggi conosciuto, il modello che fino a ieri ci ha permesso di costruire una tra le più prolifiche federazioni nel panorama italiano. Probabilmente non sarà più lo stesso nel prossimo futuro o lo sarà parzialmente allora, sono a chiedere a tutte e a tutti voi di sposare questo cambiamento con la stessa abnegazione che vi ha contraddistinto in tutti questi anni avendola personalmente vissuta, con il privilegio unico, impagabile di starvi vicino.

Questo personale ottimismo di attingere ancora in futuro al vostro prezioso supporto umano e professionale, nasce dal fatto che considero periodi particolari come questi, straordinarie palestre di vita per le persone di spiccata sensibilità le quali ne escono fuori sempre migliori e nel nostro mondo ho avuto sempre modo di sentire ed apprezzare questa forma di bellezza in ognuno di voi.

Quindi la simbologia del risorgere della Pasqua, la simbologia del rialzarsi in piedi, si sposa benissimo con questo momento di poca luce e di apparenti turbolenti ombre. C’è bisogno di energie nuove, c’è bisogno di lucidità, c’è bisogno di un pensiero diverso capace di trovare nuovi spunti e nuovi approdi per dare a questa nobile arte chiamata sport una nuova immagine ed una nuova vita.

Questi costrutti umani richiedono sempre grandi energie, le stesse che richiede lo sport dopo una sconfitta, le stesse energie che sono necessarie per vincere. Questi aspetti li conosciamo bene per nostra fortuna, abbiamo solo necessità di cambiare il programma di allenamento ed indirizzarlo a nuovi o magari differenti obiettivi.

Auguro quindi, con tenero affetto, a tutte le componenti degli Atleti, dei Tecnici, dei Dirigenti centrali e periferici, dei Giudici di gara, della nostra Segreteria e ad ogni Tesserato, tutta la serenità che questi momenti particolari, sempre esistiti nella storia dell’umanità, necessitano certo che la Pasqua sarà per tutti noi il punto di ripartenza.

Una collettività vince solo se è forte e noi alleniamo la forza!

Mille affettuosi auguri di Buona Pasqua.

Antonio Urso