Le nostre interviste ai Campioni Italiani Assoluti 2023 oggi vanno a trovare il Campione Assoluto categoria 102 kg, Clemente Mannella, vent’anni di carriera come atleta agonista chiusi a dicembre dopo il titolo italiano. Non termina qui però il percorso di Clemente che ha intrapreso una nuova vita da tecnico di pesistica olimpica.

“Vincendo l’ultimo titolo ho voluto appendere le scarpette al chiodo e dedicarmi a diventare un tecnico di pesistica. Tutto è cominciato per gioco in Calabria, vent’anni fa: mi allenavo in una piccola palestra vicino casa e grazie al mio tecnico Antionio Gattuso, ho scoperto la pesistica. Io ho cominciato e poi mi ha subito mio fratello Pierluigi, con cui poi negli anni ho condiviso l’amore per questa disciplina. Ho iniziato con le gare di panca per poi passare alla pesistica e non l’ho più mollata. In Calabria a quel tempo eravamo praticamente da soli, io e lui, a praticare la pesistica e pochi altri; siamo stati davvero dei precursori nella regione.

Clemente è stato anche un atleta Azzurro

Nel 2008 sono stato convocato in Nazionale, dove sono rimasto fino al 2011. Sono stati tre anni bellissimi che rifarei centomila volte, che mi hanno formato tantissimo come atleta e come persona. Ricordo il CPO con grande affetto e anche un po’ di commozione. Terminata l’avventura azzurra ho comunque continuato la mia vita da atleta agonista, perché la pesistica olimpica ce l’ho proprio dentro. È sempre stata una compagna di vita, una valvola di sfogo nelle giornate ‘no’ e un’amica nelle giornate ‘sì’, quei 2 metri per 2 sono sempre stato il mio rifugio. È stata dura dire ‘basta’ a dicembre scorso, anche se in realtà continuo ad allenarmi sempre, ma è difficile salutare quelle sensazioni che si provano prima della gara, la preparazione, quell’adrenalina mi manca. C’è un mondo dietro la pesistica che spero che in tanti possano conoscere. Ora da tecnico potrò passare la mia esperienza, il mio vissuto a dei giovani atleti. Io ho avuto la fortuna di vivere grandi emozioni grazie ai pesi e spero che anche altri atleti possano viverle: come quando, nel 2019, nell’arco di una settimana sono diventato papà e ho vinto il primo campionato assoluto, che quell’anno si disputava a Vercelli. Il sabato mattina ho portato mia figlia a casa e sono partito da solo in macchina diretto a Vercelli per la competizione: domenica ho gareggiato e ho vinto. Come in tutte le mie gare è stata una lotta all’ultimo kilo ma ero sotto effetto dell’adrenalina e ce l’ho fatta! Nella mia ultima competizione c’era anche la mia bimba, Martina, a cui ho dedicato la vittoria, insieme alla mia compagna, che spero di sposare presto! Preparare l’ultimo campionato non è stato facile tra lavoro, impegni familiari e allenamenti ma per la pesistica questo ed altro.

In questi vent’anni c’è qualche rimpianto?

Sì, ne ho. Il primo che mi viene in mente è legato ai miei anni con la maglia azzurra: in diverse gare avrei potuto fare di più, ma l’inesperienza e l’emozione hanno giocato brutti scherzi, avrei potuto fare di meglio.

E qualche rimorso?

Sì, mi dispiace non aver provato ad entrare in qualche Gruppo Sportivo ma sono contento che ci sia riuscito mio fratello Pierluigi. Ho comunque continuato il mio percorso nella pesistica. Il mio obiettivo ora è trasmettere ai ragazzi la mia passione, mi piace far vedere loro la bellezza di questa disciplina. Una volta poi che si conosce la pesistica ci si appassiona, è inevitabile. Così è stato per me: quello che mi ha conquistato della pesistica è la sua sincerità, il suo riuscire a porre l’atleta di fronte ai suoi limiti, senza scappatoie di nessun tipo. In pedana ci siamo solo io e il bilanciere, e nessun altro. Sono io che determino il tutto, la responsabilità è la mia. Lui, il bilanciere, è sempre in forma, tutti giorni, questo è sicuro!

Come sono cambiati negli anni i tuoi sogni?

Il mio sogno, da piccolo, era quello di gareggiare in gare importanti e ci sono riuscito, la mia gara importante l’ho fatta nella mia vita. Oggi il mio sogno è in corso e per scaramanzia meglio non svelarlo! Prossima gara sicuramente sarò sotto la pedana a supportare qualche mio atleta! Stay tuned!

Hai qualche ‘grazie’ in sospeso?

Voglio ringraziare mio fratello prima di tutto, e la mia famiglia perché mi è stata sempre vicino; ringrazio la Federazione che mi ha dato la possibilità di allenarmi in Azzurro, senza farmi mancare niente; ma voglio ringraziare davvero tutti quelli che nel bene o nel male hanno fatto parte del mio percorso, perché tutti in qualche modo mi hanno portato a quello che sono oggi.