Il Campione Olimpico di Rio 2016 categoria 77 kg, Nijat Rahimov ha fatto ricorso alla squalifica per doping per aver usato come propri, campioni “puliti” di urina da altri atleti durante la preparazione ai Giochi Olimpici del 2016. L’atleta Kazako era stato sorpreso per la prima volta per il reato di scambio di campioni di urina più di due anni fa, nel gennaio 2021. Successivamente, il Tribunale Arbitrale per lo sport (CAS) ha annunciato la sua sospensione di otto anni, insieme alla squalifica da tutte le sue competizioni dal marzo 2016.

In particolare, il pesista è stato preso quando la World Anti-Doping Agency (WADA) ha sviluppato un nuovo metodo per rilevare la manomissione dei campioni, e ha trovato prove di sostituzione delle urine da 18 sollevatori di peso provenienti da sei paesi durante un’indagine nel 2020. Il reato, all’ex oro di Rio, è costato otto anni di squalifica, in quanto era già la sua seconda violazione, dopo quella del 2013, quando gareggiava per l’Azerbaijan.

Di conseguenza, la classifica olimpica, che vedeva al secondo posto il cinese Lu Xiaojun, al terzo l’egiziano Mohamed Eha e al quarto il thailandese Chatuphum Chinnawong, andrebbe aggiornata. Infatti, la medaglia d’argento a Rio 2016, è stata promossa dal secondo al primo posto dall’IWF, ma non ha ancora avuto la medaglia d’oro dal CIO a causa del ricorso del kazako. Il Comitato Olimpico sostiene che non può prendere in considerazione la riassegnazione delle medaglie fino a quando “gli atleti/squadre sanzionate hanno esaurito tutti i loro rimedi di ricorso, quando tutte le procedure sono chiuse, e la Federazione Internazionale ha stabilito ufficialmente la nuova classifica”. Chinnawong, che vedrebbe la sua vita stravolgersi con una medaglia olimpica, ha fatto appello sia al magazine Inside the games per avere informazioni sul ritardo della riclassificazione da parte dell’IWF (il CAS sostiene che quest’ultima avrebbe denunciato Rhaimov, ma l’IWF non ha rilasciato dichiarazioni al riguardo), sia alle autorità sportive per il passaggio al terzo posto. L’atleta ha detto che in caso di medaglia olimpica avrebbe diritto ad un premio in denaro da parte del governo e dagli sponsor, realizzando il suo sogno di costruire una casa e stare con la propria famiglia.