L’allenamento con i sovraccarichi è parte integrante della preparazione fisica di tutti gli sport e le discipline sportive e questo determina la trasversalità della formazione della FIPE Strength Academy. Tra le collaborazioni avviate, la FIPE è orgogliosa di poter annoverare quella con la FIBS, la Federazione Italiana Baseball-Softball che ha intrapreso un fruttuoso rapporto formativo con noi, affidandoci i suoi tecnici che hanno scelto di approfondire le proprie conoscenze sull’allenamento della forza con i Tecnici Federali della FIPE.

Ne parliamo con Fabio Borselli, Presidente Comitato Nazionale Tecnici della FIBS, Federazione Italiana Baseball-Softball.

“Devo fare una premessa doverosa: noi con Fipe abbiamo una collaborazione che dura già da qualche anno, da quando abbiamo aperto la nostra piattaforma e-learning. Dato che la FIPE è stata un’apripista in questa iniziativa, ci siamo rivolti a voi per avere una consulenza/assistenza. Così abbiamo ‘ri-brandizzato’ alcuni corsi, quelli che la FIPE utilizza nel 2° livello, e che per tre anni hanno fatto parte integrante anche del nostro 2° livello”.

La collaborazione con FIPE, quindi, ha seguito un percorso in crescendo…

“La FIPE è sicuramente all’avanguardia per quanto riguarda l’allenamento della forza, un laboratorio, un centro studi. Credo che, in generale, una volta capito cosa ci serve, quando dobbiamo scegliere dove acquistarla, occorre scegliere il negozio adatto e la FIPE è il posto dove si trova il prodotto che a noi serve. E’ molto semplice. Nei corsi di formazione FIBS i nostri esperti avevano bisogno di un’integrazione di competenze e di conoscenze ed è stato facile rivolgersi alla famiglia delle Federazioni, quindi alla FIPE, che si occupa di forza ed è nostra ‘vicina di casa’. La risposta è venuta da sé.

Questa collaborazione nasce anche grazie alla lungimiranza del nostro Presidente, Andrea Marcon e del Segretario Generale, Giampiero Curti, che si sono dimostrati disponibili a una proposta che in Federazione non aveva precedenti. Loro sono stati di sostegno e di aiuto nell’indirizzarmi alle persone giuste; poi abbiamo trovato grande sponda in FIPE, sia nei responsabili del settore tecnico sia nei vertici della Federazione. Queste sono cose che non si possono fare da sole, ma nascono dalla sinergia delle cariche e delle figure; io sono contentissimo di aver catalizzato questa reazione che probabilmente poi si esplicherà in altre collaborazioni”.

Come sono andati i corsi in sinergia?

“Il primo approccio è stato quello di utilizzare i corsi messi a disposizione dalla FIPE sulla Piattaforma e-learning e passarli, con una minima ri-brandizzazione, all’interno della nostra piattaforma. Quindi il corso di 2° livello PT FIPE e il 2° livello allenatore FIBS hanno 3/4 moduli in comune; quando si ha a che fare con una materia trasversale a diverse discipline, l’uniformità di linguaggio è molto importante. Questo vuol dire anche presupporre e prendere atto che c’è qualcuno che arrivato prima di te all’obiettivo desiderato. Eì inutile disperdere energie nel produrre, ricercare e fabbricare qualcosa che qualcuno fa meglio e da tanto tempo.  Questo ci ha permesso, tra l’altro, di liberare risorse per fare altre attività. Andare nel negozio di ‘quelli bravi’ ci permette poi di fare economia: noi parliamo di baseball e softball, di forza parla la FIPE.

Io credo che il futuro sia nelle collaborazioni e sono convinto che il COVID abbia dato l’ultima botta alla settorialità; il futuro è di chi sa evolversi, organizzare e trovare soluzioni”.

Che riscontro c’è stato dal ‘Popolo’ del Baseball e del Softball?

“I tecnici di baseball e di softball hanno dato grande soddisfazione, plaudendo alla qualità di ciò che è stato portato: tutti, a prescindere dalle singole provenienze, hanno riconosciuto la qualità dei corsi frequentati. Il corso per PT, che abbiamo lanciato da poco, ha avuto un effetto ancora più dirompente, perché abbiamo rotto una barriera in maniera deflagrante. Prima si accedeva alla piattaforma e-learning e si trovava un corso sull’allenamento della forza si cui si poteva anche ‘ignorare’ la provenienza; nel corso per PT invece noi abbiamo proprio chiesto ai nostri tecnici di frequentare un corso fatto e gestito direttamente dalla FIPE. Avevamo limitato il numero del corso sperimentale a 50 iscritti, mentre adesso ho una lista d’attesa che ci permetterà a fine anno di reiterare la proposta. Quindi direi che abbiamo avuto un ottimo riscontro. E’ ovvio che non tutti sono interessati allo stesso modo all’ottenimento di una qualifica di un’altra Federazione ma mentre all’inizio pensavo potesse essere un’esperienza ‘una tantum’, ora invece sento una grande passaparola, un tambureggiare di opinioni, soprattutto perché i frequentatori si sono detti tutti molto soddisfatti.

Gli istruttori FIPE si sono rivelati tutti di grandissima competenza tecnica ma anche di grande empatia e capacità di entrare in sintonia col gruppo, di diventarne parte in pochissimo tempo. Oltre la conoscenza accademica quindi, mai in discussione e di cui siamo soddisfattissimi, quello che ci ha fortemente colpito è il grande spessore umano; mi rendo conto che siamo stati sentiti come un’esperienza importante e questo è stato tangibile. Quindi un’esperienza positiva, che riproporremo, e che cercheremo di ampliare con altre iniziative e richieste.

Sicuramente adesso per noi la FIPE è un partner, soprattutto un partner paritario, perché abbiamo instaurato un rapporto di ‘dare e avere’ allo stesso livello”.