Giulia Imperio porta la sua storia di trasformazione e rinascita al Giffoni Film Festival, che dedica la 56esima edizione al tema ‘The Impossible things”. Durante la rassegna Giulia è stata protagonista del talk “Game Changer: storie di sport, rinascite e altre sfide im-possibili”, promosso da Ecopneus, Sustainability Partner della FIPE nonché di Giffoni Film Festival e di Giffoni Sport 2026.
Riscrivere le traiettorie dopo una caduta e dimostrare che ogni fine può diventare un nuovo inizio: questo il tema al centro della conversazione condotta da Miriam Di Bello a cui hanno preso parte, oltre a Giulia Imperio, anche Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus, e la leggenda del basket italiano Giacomo “Gek” Galanda. “TUTTO E’ POSSIBILE” recita il tatuaggio che Giulia si è fatta solo poche settimane fa sul braccio, a testimonianza di quanto abbia fatto suo questo messaggio.
L’Azzurra ha ripercorso la sua storia degli ultimi anni, raccontando ai ragazzi presenti in sala i momenti difficili ma anche come è riuscita ad uscirne, grazie al supporto delle tante persone che l’hanno accompagnata in questo percorso e soprattutto alle sue risorse interne: “Ho vissuto un momento molto complicato a causa di un grave infortunio, che ha cambiato profondamente la mia quotidianità e il mio rapporto con il corpo. Quando è arrivato il momento di tornare a gareggiare, ho dovuto affrontare anche il percorso per ritrovare la condizione fisica necessaria. Ripartire non è stato semplice, ma sono riuscita a farlo grazie alla determinazione e al supporto di un percorso psicologico, che mi ha aiutata a ritrovare equilibrio, fiducia e consapevolezza. Prendersi cura della propria salute mentale può fare la differenza tanto quanto la preparazione fisica, soprattutto nei momenti più difficili della carriera di un atleta”. A chi le chiede poi come reagire quando ci si sente deboli, fisicamente e psicologicamente Giulia risponde: “Ci sono tante ragazze giovanissime che mi scrivono chiedendomi consigli, a cui dico innanzitutto: provateci, buttatevi, soprattutto in un mondo considerato per tanto tempo molto ‘maschile’. Non è così, si può essere molto femminile anche in un corpo muscoloso”.








