Nuovo appuntamento con i Campioni italiani assoluti 2023: oggi andiamo a conoscere la vincitrice della categoria fino a 55 kg, Celine Delia.

A due mesi dalla tua vittoria come ricordi quella gara?

Credo sia stata una delle mie migliori gare, soprattutto ripensando allo strappo. Ho sbagliato qualcosa di troppo nello slancio, però sono soddisfatta, è stata la mia miglior competizione del 2023, sia per il risultato che per l’approccio alla pedana; ero consapevole di quello che stavo facendo, ero molto centrata e tranquilla.

In gara c’era una Celine matura e più sicura, figlia anche di una gara internazionale, il Mondiale, non andata come previsto ma che, forse proprio per quello, ha consentito una grande crescita.

Il Mondiale è stato il primo fuori gara oltre che la mia prima competizione senior. Al rientro mi sono messa sotto a lavorare, sempre guidata da Sebastiano Corbu, e siamo tornati più forti di prima. E infatti la mia seconda gara internazionale è andata in modo diverso: mi riferisco agli Europei Senior della settimana scorsa dove ho conquistato la medaglia d’argento. In Bulgaria avevo uno stato mentale molto diverso dalle ultime competizioni: avevo molta ansia, che inizialmente non sono riuscita a gestire al meglio, mentre dalla seconda alzata è scattato qualcosa. Ogni gara è un viaggio a sé e la risposta c’è stata, era quello che volevo: per la prima volta mi sono ritrovata a gareggiare contro diverse contendenti al podio, cosa che non mi era capitata agli italiani o in sfide internazionali con mie coetanee. C’è stata un’evoluzione perché ho imparato molto, sono riuscita a gestire le emozioni; mi sento ‘diversa’, sono fiera di me stessa. La vittoria è mia e di Sebastiano, tutto ciò che ho realizzato nei pesi lo devo a lui. Se non fosse stato lì con me sarebbe stata la prima persona che avrei chiamato.

Resta però la Celine attenta ai particolari, anche fuori dalla pedana.

Celine è l’atleta che fa il suo dovere in pedana ma è anche una ragazza dolcissima, curata, anche un po’ superstiziosa nell’indossare determinate cose se hanno portato bene in una gara. Sono una perfezionista, in allenamento e con me stessa, sono molto attenta all’estetica e mi piace prendermi cura di me stessa.

Come ti vedi nei prossimi anni?

Mi vedo in pedana. Da quando sono arrivata in collegiale permanente, e avevo 13 anni, il mio sogno era partecipare alle gare ‘dei grandi’; per me un atleta è forte quando arriva a gareggiare in gare senior. Oggi per me si realizza un sogno e se ne apre un altro che ovviamente riguarda la Gara delle gare, le Olimpiadi di Los Angeles. Mi allenerò per quello. Anche perché per me in questo momento della vita, ruota tutto intorno alla pesistica, non vedo nient’altro. Tutto il resto è contorno. Ed è bellissimo farlo sapendo che al nostro fianco c’è sempre la Federazione, gli allenatori, che per noi atleti danno tutto.

Ora che vesti la maglia della Nazionale e sei la vicecampionessa Europea, come riguardi alla prima volta che ha preso un bilanciere?

La prima volta avevo 12 anni e sono andata in palestra, a Verona, con i jeans. In quel periodo facevo ginnastica artistica e la prima volta non mi aveva dato nulla di particolare, però mi aveva fatto scattare qualcosa tant’è che non riuscivo a ‘darmi’ alla ginnastica come facevo prima. Per un periodo ho portato avanti entrambe le discipline poi però ho deciso di lasciare la ginnastica, che ormai non mi interessava più: ho cominciato ad allenarmi, in compagnia di ragazzi classe 2001/2002, li vedevo grandi e speravo di essere come loro, che partivano per le gare italiane e mi facevano sognare. Da lì a meno di un anno Sebastiano Corbu mi ha chiamato a Roma e da lì è cominciato il mio percorso. Ora non metto più i jeans ma i leggings e sogno le Olimpiadi di Los Angeles.