Proseguiamo nel nostro racconto dei Campioni Italiani Assoluti andando a conoscere Carlotta Fiori, che a dicembre ha trionfato nella categoria fino a 71 kg al termine di una gara piena di emozioni di tutti i tipi!

La gara non è stata una delle mie migliori a livello tecnico, non mi è mai capitato di fare solo due alzate valide come invece è accaduto alla finale 2023 (80 di strappo, 98 di slancio per un totale di 178 kg); ricordo che dopo lo strappo mi sono demoralizzata perché la gara stava andando in maniera molto diversa rispetto a come mi aspettavo. La mia allenatrice Annalucia Benedetti, mi ha detto: “Non è finito nulla, anzi, abbiamo appena iniziato, andiamo avanti”: Mi ha esortato a non fermarmi, ad andare oltre, cercando di avere chiaro in mente quello per cui avevamo lavorato così tanto. E in effetti aveva ragione, non è finita fino a quando non è finita. Insomma, una gara un po’ travagliata ma alla fine, nonostante le difficoltà, siamo riusciti a portare a casa il risultato, tanto sognato, su cui negli anni abbiamo lavorato molto io e la mia allenatrice. Abbiamo ottenuto quello che desideravamo quindi sono la testimonianza che anche le gare più difficili possono avere un risvolto molto positivo.

La mia allenatrice è una parte fondamentale della mia vita sportiva. Una cosa che ho notato sin dalle prime gare che ho fatto è che ci sono pochissime allenatrici donne, mentre per me è un valore aggiunto: ci si fa forza, ci si capisce, è un gran supporto sia a livello tecnico che personale. Io e lei abbiamo un rapporto molto bello, mi ha aiutato tanto e continua a starmi accanto, nei momenti sia belli che brutti. Io dico sempre che in pedana siamo due, non sono da sola; si lavora e si arriva al risultato in due, quindi la medaglia l’abbiamo vinta in due. Credo che il team, allenatori e compagni di squadra, anche in pesistica sia importantissimo; sostenerci a vicenda, ciascuno con il suo obiettivo, è quello che fa la differenza. È una spinta a fare meglio sempre.

Il percorso di Carlotta nella pesistica è iniziato nel 2017

Tutto è partito dal crossfit nel box dove tuttora mi alleno, a Mestre e poco dopo la mia allenatrice ha intuito che potessi essere portata per i pesi. Così mi sono buttata e abbiamo iniziato a fare i regionali; poi c’è stato il Covid di mezzo ma comunque è arrivata la qualificazione per i nazionali. Ricordo che eravamo ad Ostia nel 2020, a porte chiuse, senza pubblico, con le mascherine e inaspettatamente è arrivato anche il podio. Da lì ho preso coraggio e siamo andate avanti, è sempre andata bene e spero continui così.

Com’è iniziato il 2024?

Quest’anno è iniziato con un nuovo obiettivo, mi spinge sempre un passettino in avanti averne di nuovi di volta in volta. Abbiamo continuato la preparazione pensando sempre alla prossima gara; ai regionali ho fatto un risultato migliore di 5 kg rispetto ai 178 di dicembre, quindi stiamo progredendo, ogni kg in più è una soddisfazione e un passo avanti per raggiungere nuovi risultati.

Questo è la pesistica per me, spingermi sempre un passetto in avanti. È un momento per me stessa, in cui mi isolo da tutto il resto, in cui penso solo a quello che voglio fare ed essere. Quindi spingermi oltre e raggiungere nuovi obiettivi.

L’amore di Carlotta per i pesi nasce in età matura, intorno ai 25 anni

E’ la Carlotta ‘grande’ che scegli i pesi non per il sogno olimpico ma per obiettivi personali: ci sono le gare Master per esempio e tante altre competizioni che, se una persona ha la testa, la voglia, il desiderio e fisicamente si sente bene, si possono fare. Non ho mai avuto pregiudizi legati alla mia età, imporsi dei limiti in base all’età anagrafica è sbagliato. Se senti una cosa la devi fare, a prescindere dal risultato. Questa è la chiave di tutto. Anche in gara, io non cerco di essere migliore di qualcuno ma cerco di essere la versione migliore di me stessa, di fare qualcosa di migliore per me: il che vuol dire alzare quel kg in più, un’alzata tecnicamente migliore. Poi se si vince vuol dire che era giusto così e probabilmente sono più forte di qualcun altro ma la soddisfazione penso valga già tantissimo.

Nella vita sportiva di Carlotta, oltre alla pesistica, c’è un altro grande amore, lo Sthenathlon.

Io ho partecipato alla primissima finale di Sthenathlon, con una qualificazione avvenuta on line perché eravamo in lockdown. La finale è stata splendida, organizzata bene, c’era un bel clima, senza la competizione ‘brutta’ ma anzi era tutto molto a sostegno degli atleti. Lo Sthenathlon mi è piaciuto sin da subito tant’è che ultimamente ho fatto anche il corso per ottenere la qualifica di Kriterior. La pesistica e lo Sthenathlon sono due mondi e due stimoli diversi: lo Sthenathlon dà tante possibilità, ci sono diversi wod che permettono di recuperare e di stravolgere il risultato in corsa mentre nella pesistica le possibilità sono 6, i minuti sono pochi. Bisogna stare super concentrati in quei pochi secondi ed è difficile recuperare, almeno per me, mentre nello Sthenathlon riesco ad essere un po’ più leggera. Attivano due parti diverse di Carlotta. Portarle avanti insieme non è facile, bisogna darsi delle priorità e ora la mia è la pesistica. Ci vediamo a giugno per la finale 2024, dove spero di fare meglio dei 183 delle qualifiche.