Le nostre interviste ai Campioni Italiani Assoluti 2023 oggi vanno a trovare il Campione Italiano Assoluto 2023 della categoria fino a 96 kg, Simone Abati.

La vittoria di Simone ai Campionati di dicembre è incastonata in un periodo molto intenso per il giovane campione azzurro, in cui ha vinto tante medaglie anche a livello internazionale, prima e dopo quell’evento.

“Ne sono successe tante in questi ultimi 12 mesi. Io sono arrivato in Nazionale proprio l’anno scorso e da allora c’è stato un cambiamento enorme dal punto di vista dei carichi, della consapevolezza e tante, tante le gare fatte. L’ultima, in ordine di tempo, è stata quella che mi ha dato il titolo juniores a marzo; in quel caso mi sono concesso di fare solo le prime prove, con 110 di strappo e 130 di slancio. Si stanno inanellando tante soddisfazioni e non vedo l’ora di testarmi di nuovo, e fare ancora di più dello scorso anno.

Quando inizia la tua avventura nei pesi?

Io ho iniziato nel 2019, avevo 13 anni e 14 quando ho cominciato a dedicarmi solo alla pesistica; tutto è partito grazie a mia mamma, che ha aperto una palestra di CrossFit a Vibo Valentia con il suo compagno e da lì ha preso il via un percorso con Moreno Boer e alla fine siamo riusciti ad arrivare dove volevamo. Io dico sempre che le mie vittorie sono anche le sue e le vittorie di chiunque mi è stato sempre accanto; ogni persona che fa parte della mia vita ha un ruolo importante nel mio percorso da pesista. Siamo arrivati in Nazionale lo scorso anno e da lì’ è avvenuta la trasformazione, con una crescita costante, fisica e mentale, che è appena cominciata: è stato un anno tosto però le soddisfazioni sono state tante e sono molto felice di tutto quello che è successo e di quello che ci sarà.

Simone Abati, con i suoi 186 cm di altezza, è la prova tangibile che la pesistica olimpica non fa ‘rimanere piccoli’ come spesso si è creduto e che anzi è un grande supporto per la crescita.

Questi sono miti da sfatare e io ne sono la prova. La pesistica fa bene da ogni punto di vista, anche ormonale: io ho notato cambiamenti enormi durante i primi anni di allenamento, addirittura in un’estate ho preso 15 cm di altezza!

Sviluppo corporeo e pesistica non sono dunque complementari, anche quando si compete ad alti livelli come Simone Abati, che lo scorso anno è riuscito anche a conquistare tre medaglie d’argento al Mondiale Youth e il titolo Europeo Youth.

È stata un‘emozione fantastica e sono felice del risultato. L’Europeo Youth è stata la prima vera esperienza internazionale in cui potevo contendermi una medaglia importante.  Dopo quel titolo c’è stato anche il bronzo all’Europeo Junior. Periodo intenso, stancante ma i miei sforzi sono stati ripagati.

Prime esperienze internazionali dove Simone si è mostrato però subito molto all’altezza della situazione, affrontandole con serietà e freddezza.

Io in gara riesco a dare tutto, non mi faccio prendere da ansie o paure perché fondamentalmente so che il lavoro che abbiamo fatto in allenamento è servito per fare quei kili in gara, non devo inventarmi nulla. Poi è assolutamente importante osare, andare oltre. Ci vuole un po’ di pazzia a fare pesistica, la verità è questa. Se non si ha quella fantasia e quella pazzia di osare, di fare, non si va da nessun parte. L’importante poi è dare sempre il 100%. È inutile preoccuparsi della gara perché una volta fatta bene la preparazione in palestra, in pedana basta riportare quello che si è fatto in allenamento. Io sono molto pratico e molto razionale. Poi ci vuole anche molta esperienza perché ogni gara è a sé. L’atleta si vede da quello, da quello che fa in gara. I periodi bassi poi ci sono sempre: lì devi essere bravo a fidarti dei tuoi tecnici. Anche io li ho avuti, mi sono affidato a Sebastiano e tutto sta andando come deve.

Com’è stato andare via di casa a 17 anni?

Un po’ mi è dispiaciuto perché ho lasciato famiglia e amici ma sto inseguendo un sogno e per inseguire il sogno io non mi guardo indietro. Penso a me e voglio arrivare a conquistarlo: ovviamente come tutti gli sportivi il sogno è arrivare alle Olimpiadi. Io farò sempre tutto quello che mi è possibile per raggiungerlo. Casa mi manca ma sono concentrato su questo obiettivo e non lo voglio perdere. Sì, sogno Los Angeles e darò il massimo per andarci. Ma sono anche scaramantico…

Prima di una gara in realtà non ho riti particolari ma mi ammutolisco. Arrivo in pedana senza parlare con nessuno, mi riscaldo e poi a un certo punto comincio a ridere, mi parte la risata isterica, forse anche per scaricare il nervosismo.

Simone, hai un idolo?

In realtà no, non cerco idoli in altre persone. Mi sono avvicinato tardi ai pesi e non ho mai avuto un gran rapporto con i social media, il che ha contribuito a non farmi avere come punti di riferimento personaggi o sportivi conosciuti su piattaforme varie. Vedremo se riuscirò a diventare io un idolo per qualcuno. Spero di esserlo per il mio fratellino e la mia sorellina che mi mancano molto.

Qualche mese fa Simone ci aveva detto che l’inizio del 2024 sarebbe stato impegnativo

Sì, confermo che questi mesi sono stati faticosi, per alcuni cambiamenti che abbiamo fatto alla tecnica, anche se i risultati si vedranno tra un po’. Troverete un Simone più consapevole e sicuro di quello che vorrebbe e potrebbe fare. Dopo un piccolo infortunio con cui devo ancora un po’ combattere, fisicamente mi sto riprendendo e mentalmente sono più forte di prima.