Diamo oggi il via ad un nuovo ciclo di interviste che mirano a conoscere da vicino e meglio i Campioni Italiani Assoluti di Pesistica Olimpica 2023. Il nostro percorso inizia con la Campionessa Italiana della categoria fino a 45 kg, Nicole Mannironi, Atleta delle Fiamme Oro, classe 1996.

Da domani potrai ascoltare l’intervista in podcast sul Canale Spotify FIPE

Una vittoria, quella ottenuta il 16 dicembre al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito a Roma, non senza qualche scossone, visto che Nicole ha rischiato il ‘fuori gara’ di strappo dopo due alzate sbagliate.

“Sicuramente è stata una gara molto impegnativa dal punto di vista mentale. Ci si prepara a questi appuntamenti con tanto allenamento e fatica durante l’anno per raggiungere obiettivi alti e importanti, però bisogna anche essere pronti al fatto che le gare non vanno sempre come ci si aspetta e la preparazione fisica non va sempre di pari passo con le emozioni e il contesto di gara. Ci sono tantissimi fattori che vanno a contribuire all’esito delle competizioni, in positivo e in negativo. Lo stress mentale è stato proprio quello di entrare in pedana per sollevare un carico assolutamente nelle mie corde e sbagliarlo: lì un’atleta professionista deve saper mettere da parte tutto, e dare il massimo per portare a casa il risultato. Per questo posso definire quello vinto a dicembre il titolo della maturità.

Il mio tecnico, Giorgio De Luca, che mi conosce benissimo, in quel momento sapeva di dovermi dare una scossa e ha toccato le corde giuste per farmi tornare in pedana a sollevare quel bilanciere. In quel momento mi sono isolata, non ho più pensato al palco, alle luci, alle persone, sono salita in pedana e ho sollevato quel bilanciere”.

Nicole Mannironi sottolinea quanto nella pesistica olimpica sia fondamentale l’aspetto mentale ancor di più di quello fisico.

“La pesistica è tutta testa. Sembra paradossale ma nel nostro sport se non si ha salute mentale il bilanciere non sale. Se mente e corpo non sono collegati, anche dei carichi irrisori potrebbero non salire”.

Per Nicole si tratta del 3° titolo assoluto consecutivo ma questo ha un sapore diverso:

“Ogni risultato, ogni titolo ha un ricordo diverso perché ci portiamo dietro un percorso. E’ un viaggio quello che ti porta in pedana per la conquista del titolo ma dietro c’è un percorso intenso, bellissimo e impegnativo”

Un percorso che ha portato Nicole a fare anche scelte importanti come quella di scendere di categoria per poter essere competitiva.

“Quella è stata una delle scelte più belle e allo stesso tempo complesse. 45 kg a livello corporeo sono pochi quindi mantenere il peso e allenarsi è difficile. Questo è un grande sacrificio che va ad impattare anche sul fronte psicologico perché le rinunce sono tante: la dieta, l’alimentazione, non uscire con gli amici, sentirsi più stanchi dopo alcune sedute di allenamento, insomma c’è una lunga preparazione che è un percorso nel percorso. Dietro l’atleta c’è una vita particolare, bella, fatta di tante soddisfazioni ma anche tanti sacrifici, infortuni, momenti no”.

Nicole è figlia e nipote d’arte, avendo alle sue spalle una famiglia importante di pesisti.

“Quando stavo per salire in pedana per la terza alzata c’era una parte di me che mi diceva che stavo deludendo tutti. Non che ci fossero pressioni ma il pensiero che la gente si aspetti da me certi risultati c’è. Ma salendo in pedana ho cercato solo di fare il mio dovere, non solo per me ma anche per il mio gruppo sportivo, le Fiamme Oro. Ho messo da parte tutte le frustrazioni, il dispiacere e il senso di colpa, sono salita in pedana e ho sollevato quel bilanciere.

Nella vita, Nicole Mannironi ha mangiato ‘pane e pesi’, essendo cresciuta in una famiglia di pesisti.

“Pane, pesi e libri. Accanto alla passione dei pesi, infatti, c’è quella dello studio, soprattutto letterario che mi accompagna ancora oggi e che mi sta portando a prendere la terza laurea, in giurisprudenza. Sport e studio possono andare di pari passo, se c’è la volontà si può fare tutto, anche se magari ci vuole più tempo.”

Com’è Nicole fuori dalla palestra?

“Io sono molto permalosa e perfezionista, ma sono anche molto leale. Andrei in conflitto con me stessa se fossi costretta ad andare contro i miei valori, che difendo a spada tratta. Caratteristiche che riporto anche in pedana, perché insieme questi due aspetti sfociano in un’impulsività che non sempre è produttiva. Non si finisce mai di imparare, tanto più che io devo conciliare il tutto con la mia famiglia, che vivo anche in pedana.

La prova più grande che potessero mettermi davanti: unire lavoro e famiglia, scinderle è davvero difficile e non sempre riesco. Con Manuel, mio fratello, è un po’ più semplice perché essendo entrato anche lui nelle Fiamme Oro, abbiamo modo di vivere insieme l’allenamento e condividiamo moltissimo. Altra storia con mio padre (Angelo Mannironi, n.d.r.) che adesso è andato in pensione dal Gruppo Sportivo; ora è un po’ più semplice perché avere lui come tecnico, referente dal punto di vista lavorativo e, ovviamente, come padre al di fuori della palestra, è stato difficile perché spesso si mischiano i ruoli, sia da parte mia sia da parte sua. La linea è sottile e non è stato facile.”

La pesistica è entrata lentamente ma inesorabilmente nella sua vita

“Mio padre non mi ha mai forzato a fare pesistica, anzi, da ragazzina facevo ginnastica artistica. Mi portava sempre in palestra, ai raduni ma io ero quella che camminava in verticale tra le pedane, i pesi non mi interessavano affatto. Poi un bel giorno, ero quasi maggiorenne, abbiamo iniziato un po’ di preparazione ma non legata a un futuro di gare; io volevo fare l’insegnante universitaria, non ci pensavo proprio. Invece giorno dopo giorno mi sono appassionata e i pesi mi hanno ‘incastrato’. Poi senza dubbio nel sangue qualcosa c’era, bisognava solo accendere la miccia. La pesistica è uno sport a cui ti devi appassionare, il bilanciere è una sfida continua, perché lui non sbaglia mai. Quindi è una sfida con te stessa. Io spero di riuscire ad avvicinare più ragazzi possibile perché la pesistica dà tanto, sia benefici fisici che grandi soddisfazioni personali”

Come sarà il 2024 di Nicole?

“Io sono un po’ superstiziosa. Confesso di amare gli anni pari quindi essendo nata nel 1996 ed essendo ora nel 2024, diciamo che spero di far arrivi ‘qualcosina’”.