Come ben sappiamo, la riforma del lavoro sportivo, ha cambiato la disciplina delle attività secondarie e strumentali delle SSD e ASD.

Le nuove disposizioni derivanti dal Decreto Delegato di riferimento sono andate ad incidere in modo significativo sulla disciplina del rapporto di lavoro nello sport, eliminando le distinzioni precedentemente esistenti tra il settore professionistico e quello dilettantistico e introducendo anche una definizione unitaria del lavoratore sportivo.

Pertanto, si è giunti ad una nuova realtà per il mondo dello sport a carattere dilettantistico e professionistico.

Dalla ridefinizione di lavoratore sportivo alla gestione contrattuale, fino alle specifiche mansioni che consentono di accedere a questo status. Questo intervento nella legislazione sportiva ha significato un rinnovato slancio verso un’organizzazione più equa e sistematica dello sport italiano.

Riprendiamo, dunque quanto definisce il decreto: sono da considerare “lavoratori sportivi” tutte quelle figure che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore di appartenenza, indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, si impegnano in attività sportiva verso un corrispettivo. Atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici, direttori di gara e ogni altro tesserato. Tutte queste figure sono lavoratori sportivi.

È un lavoratore sportivo, dunque, ogni tesserato che svolge verso un corrispettivo le mansioni rientranti tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva, con esclusione delle mansioni di carattere amministrativo-gestionale.

Al contempo, il volontario in ambito sportivo è colui che non riceve compensi per le sue attività, ma solo un rimborso spese.

In questa fase, i nuovi “datori di lavoro” devono organizzarsi al meglio per poter gestire quanto premesso.

Ponendo il focus sui co.co.co sportivi, possiamo prendere in considerazione il fatto che le Società Sportive per il perseguimento dell’attività sportiva possono inquadrare i propri lavoratori sportivi nell’ambito di un contratto di lavoro subordinato o autonomo.

ASD e le SSD per instaurare un rapporto di lavoro in forma di collaborazione coordinata e continuativa sportiva sono obbligate a dichiarare l’inizio della prestazione lavorativa con le ordinarie modalità ovvero tramite il nuovo Registro delle attività sportive dilettantistiche nonché di gestire il rapporto mediante l’iscrizione e registrazione nel LUL. Sotto il profilo sanzionatorio la mancata comunicazione, ovvero il mancato adempimento comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa di importo variabile da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.

Per quanto riguarda le tempistiche di comunicazione, la norma prevede che le comunicazioni in merito al rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva attraverso il Registro Nazionale delle attività sportive dilettantistiche possono essere fatte entro il 30° giorno del mese successivo all’inizio del rapporto di lavoro.

Si ritiene che il medesimo termine di scadenza sia applicabile anche nel caso di comunicazione effettuata mediante UNILAV ordinario.

A maggior chiarimento, per le sole collaborazioni coordinate e continuative relative alle attività previste per i lavoratori sportivi (lavoro sportivo co.co.co.), l’obbligo di tenuta del LUL può essere anch’esso adempiuto in via telematica all’interno di apposita sezione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.

Anche in questo caso l’iscrizione può avvenire in un’unica soluzione entro 30 giorni dalla fine di ciascun anno di riferimento: i compensi, però, possono essere erogati in anticipo durante la vigenza del contratto.

Per i collaboratori percettori di redditi inferiori ad euro 5.000,00 (al netto di eventuale rimborso spese vive e indennità chilometriche per eventuali trasferte fuori il Comune di residenza) è in ogni caso dovuta la comunicazione di inizio attività, mentre non è richiesta la copertura Inail.

Chiaramente, l’obbligo di certificare il superamento della soglia spetta al collaboratore tenuto al rilascio della relativa certificazione al momento del pagamento.

Qualora il lavoratore non provveda, è opportuno che sia la stessa ASD/SSD a richiedere la relativa previa dichiarazione.

Si ricorda che, qualora l’istruttore sia percettore di compensi sportivi da più ASD/SSD e superi, pertanto, i 5.000 Euro (i compensi erogati da ciascuna ASD/SSD sono soggetti a cumulo), ciascuna ASD/SSD che eroga la somma ultra soglia è tenuta ad assolvere agli adempimenti previdenziali ed assistenziali per la rispettive quote di competenza.

In caso di superamento della soglia dei 5.000 Euro, inoltre, limitatamente ai lavoratori sportivi titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, è previsto l’ulteriore adempimento dell’UNIEMENS, ossia la comunicazione mensile all’Istituto nazionale della previdenza sociale dei dati retributivi e informazioni utili al calcolo dei contributi può essere assolta mediante apposita funzione telematica istituita nel Registro delle attività sportive dilettantistiche.

La semplificazione era assolutamente dovuta anche alla luce del fatto che la tenuta del LUL per il tramite del RAS riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative sportive.

La norma prevede inoltre che nel caso in cui il compenso annuale del collaboratore coordinato e continuativo sportivo non superi l’importo di 15.000 euro, non vi è obbligo di emissione del relativo prospetto paga, mentre resta obbligatorio il LUL. Per i compensi superiori a 15.000 euro, il RAS non assolve alla funzione di emissione dei cedolini paga e occorrerà rivolgersi ai consulenti abilitati.

Infine, il compenso del co.co.co. sportivo fino all’importo di 85.000 euro non confluisce nella base imponibile ai fine dell’applicazione dell’IRAP.

A cura di Stefania Pensa e Biagio Giancola