urso741Cari amici,

scrivo oggi e poi taccio pubblicamente fino a domenica prossima, quando lasceremo la parola finalmente solo alle Società della FIPE. Ma sono costretto a farlo, ancora una volta, per esprimere le mie considerazioni e per provare a ripristinare un po’ di verità in risposta alla batteria di volgari ingiurie e di accuse che mi vengono mosse dai soliti noti da più di un anno a questa parte.

E’ stato scomodato un senatore catanese della Lega Nord per fare ben due interrogazioni parlamentari al Ministero degli Interni: la prima sul caso Boschi ed il Ministero ha rinviato la risposta alla sentenza del TAR del Lazio, la tanto utilizzata e sbandierata sentenza, pensate un po’ la sorte. Non contenti allora, il suddetto è stato indotto a ripresentarne un’altra, nella quale viene chiesto conto dei permessi di cui il sottoscritto beneficia in forza di una convenzione stipulata tra il CONI ed il Ministero, proprio per le tipologie di casi in cui mi trovo, e fatta proprio per favorire lo sport olimpico e di cui beneficiano Dirigenti, Allenatori, Direttori Tecnici ed Atleti e su cui si fonda lo sport italiano.

Ma chi ha fornito e spinto il suddetto Senatore a presentare le interrogazioni non è interessato al bene dello sport in generale né a quello della pesistica in particolare, è interessato solo alla “diligenza” che si sta provando in ogni modo ad assaltare, abbattendo il cocchiere, unico modo per riuscirci. Nella stessa seconda interrogazione il Senatore, poi, rivolge una serie di richieste sul sottoscritto, peraltro poco chiare ed erronee in alcuni passaggi, che nulla hanno a che vedere con il Ministero, perché riguardano i miei incarichi internazionali e presso il CONI, remunerati o meno, poco o troppo non è questo il problema, perché svolti in piena ed assoluta legittimità e per i quali non è stato mai sottratto un solo minuto di tempo all’attività per la Federazione, né sia ben chiaro a tutti un solo Euro. Anzi, questi incarichi hanno contribuito a portare ulteriore lustro e crescita di immagine e di risorse e di benefici generali per la Federazione, di cui tutti hanno in qualche maniera goduto, ed i numeri di questa crescita li porteremo in Assemblea. Ed allora, invece, devo pensare che qui sia scattata un’altra patologia seria per chi la manifesta, quella dell’invidia sociale, non certo credo da parte del Senatore, quanto da parte di chi lo mal consiglia evidentemente, i quali, avendo vissuto esistenze di retrovia, di anonimato, di insoddisfazioni croniche sociali, familiari e professionali, intravedono in tutti quelli che con le proprie forze hanno avuto sorti diverse e migliori, i nemici da abbattere. È il male del nostro tempo, l’invidia sociale dei leoni da tastiera. Cercate sul web la teoria della “Montagna di merda” (scusatemi l’espressione), è molto interessante e rappresenta al meglio questo fenomeno.

Dunque l’esito di queste interrogazioni? Nulla di fatto, saranno archiviate con poca fatica.
Ma non è finita. Dopo le denunce che il sottoscritto ed il Segretario abbiamo ricevuto dal Sig. Ciotta, archiviate dalla Procura Federale con l’avallo della Procura Generale del CONI, ne abbiamo ricevuta una analoga dal Sig. Farina, che ha avuto lo stesso esito di quella di Ciotta.
Abbiamo subìto la più grande offensiva di insulti beceri personali sui social network che si sia mai vista, da parte di soggetti alquanto discutibili e le cui motivazioni sono riconducibili tutte a questioni di mancati interessi personali (contratti non rinnovati, promozioni non ottenute, richieste di favori per propri parenti non esaudite, etc. etc.) tutte dimostrabili, ma mai rese pubbliche per non abbassarci al livello dei leoni da tastiera.

Ma nemmeno questo è bastato: ho ricevuto tre lettere anonime, una pubblica per la quale le indagini sono ancora in corso, e due giunte a due differenti Capi della Polizia ma prontamente cestinate.
Abbiamo ricevuto decine di richieste di visionare atti amministrativi federali, pervenute da parte di alcuni tesserati veneti quasi tutti riconducibili ad una sola Società, di una sola Società della Campania, ovviamente da parte del Sig.Ciotta e del Sig. Farina e le stesse reiterate da parte della Sig.ra Tuzzolino, candidata al Consiglio Federale con il Sig. Lo Buono, e Presidente della Società Vlasov 200, nella quale, ascoltate bene, ci vengono richiesti tutti i compensi erogati dalla Federazione a qualunque soggetto, a qualunque titolo e per qualunque somma da almeno dieci anni a questa parte, senza alcuna motivazione specifica. Molte di queste richieste sono state respinte per ovvia mancanza di motivazione ed interesse legittimo, ma tutti questi atti sono stati visionati dal Sig. Lo Buono, che nella sua veste di Consigliere Federale ne aveva facoltà, anche se avrebbe dovuto conoscerle a memoria o forse doveva essere un po’ più attento mentre le deliberava, in tutti questi anni. E comunque anche in questo caso niente di fatto.

Ma dal 2015, dicevamo, le minacce sono continuate sempre con lo stesso mantra: salterà Urso e la Federazione, salterà tutto, saranno denunciati lui ed il Segretario, Generale etc. etc. E ci si è costruita una campagna elettorale in questi termini e solo su questi temi, una sorta di verginità etica ed amministrativa costruita sul fango, pensate quanta solidità può avere; il tutto ovviamente, e qui casca l’asino, senza presentare alcun progetto o programma alternativo a quello che abbiamo dimostrato di saper fare noi in questi anni, se non quelle due pagine con le immagini dello struzzo e della giraffa in copertina che avete potuto vedere tutti pubblicate sul sito federale.

Fino all’ultimo atto della storia dove si è veramente giunti all’apice dell’increscioso, per non dire del comico; la storia si ripete, diceva qualcuno molto più importante del sottoscritto, a volte sotto forma di dramma, a volte sotto forma di farsa, come in questo caso.
Venerdì scorso è giunto in Federazione un atto a comparire presso il Tribunale Civile di Palermo, per la FIPE, per il CONI e per il sottoscritto in veste di Direttore Tecnico Nazionale, da parte della Sig.ra Natalia Farina, Atleta poco più che maggiorenne, figlia del Sig. Giacomo Farina, uno tra i più attivi denigratori sui social network e non solo, ed il tutto ancora una volta gestito dall’Avv. di parte Sig.ra Francesca Tuzzolino, parente immaginiamo della Sig.ra Carola Tuzzolino, candidata al Consiglio Federale con il Sig. Lo Buono e madre della denunciante. Un vero e proprio affare di famiglia, quasi un’ossessione verrebbe da dire.
Bene, dunque, sappiate che il sottoscritto, la Federazione ed il CONI per condotta disinteressata, siamo stati chiamati a comparire presso il Tribunale Civile per mancate convocazioni dell’Atleta, per discriminazione di genere per danni materiali etc. etc., minacciando anche l’intervento della Polizia Tributaria per “accertare i compensi erogati agli atleti vittoriosi di medaglie e meglio posizionati in classifica”.

Non entro nel merito della denuncia perché ci penseranno i nostri Legali e quelli del CONI a smontare le accuse. Voi tutti sappiate però che, sia che il 20 novembre le società sceglieranno il sottoscritto, sia che sceglieranno legittimamente Lo Buono, a gennaio del 2017 ci troveremo tutti in Tribunale a Palermo per difendere scelte e valutazioni fatte esclusivamente nell’esercizio di una gestione tecnico/sportiva, contro l’assurdo malanimo personale e politico di una famiglia sola, che pensa di tenere in ostaggio non solo tutta la Federazione per interessi personali, ma anche tutto lo sport italiano. E sì, perché chiunque sarà il prossimo Presidente Federale e soprattutto il prossimo Direttore Tecnico Nazionale, sappia che se passa questo principio, si potranno ricevere denunce in ogni momento, se non saranno stati convocati la Sig.ra Farina Natalia o qualche Atleta che sia di loro gradimento, aprendo i presupposti per un precedente che potrebbe minare il sistema sportivo tutto; non è questione da poco. Dunque pensate, a gennaio tutto il mondo sportivo ed il CONI, chiamato direttamente in causa, avranno l’attenzione rivolta verso questa Federazione, non per medaglie vinte o per meriti sportivi, ma perché ci sarà questa sentenza che terrà col fiato sospeso tutti, e poi perché magari la Mamma della denunciante potrebbe sedere in Consiglio Federale della FIPE, una situazione paradossale. Pensate come ne esce e come ne uscirà comunque la FIPE, dopo tutti questi anni in cui, con grandissima fatica ma con altrettanta soddisfazione, siamo riusciti ad uscire dalle catacombe dello sport.

Ho avuto modo di scriverlo la scorsa volta e di chiederlo privatamente al Sig. Lo Buono, di prendere le distanze da queste persone, perché oltre ad essere un problema serio per la Federazione, lo sarebbero comunque anche per lui o per chi verrà dopo di noi; ho chiesto di isolarli, di tenerli in disparte. Non mi ha ascoltato, anzi a questo punto penso che siano stati usati perché funzionali allo scopo di tentare di vincere a tutti i costi. Ma il prezzo da pagare è troppo alto però e non consentiremo a nessuno di distruggere il lavoro che è stato fatto con tanta fatica.

Il mio solo auspicio è che prevalga la ragionevolezza.

Un caro saluto a tutti e buona Assemblea