Antonio Urso PPSi è svolto ieri a Mosca il Congresso elettivo della Federazione Internazionale di Pesistica. La sfida per la Presidenza – dopo il ritiro di altri 4 candidati – è stata tra l’ungherese Tamasz Ajan e il Presidente della FIPE Antonio Urso.

Il Congresso al termine delle votazioni ha confermato il settantaquattrenne ungherese alla guida del massimo organismo del Sollevamento Pesi internazionale. Al Presidente Urso sono mancati 13 voti per raggiungere quota 68, voti che gli avrebbero garantito la vittoria e avrebbero segnato una sicura svolta per la Pesistica Mondiale. Sono ben 40 anni – dal 1970 – che Ajan ricopre incarichi di potere all’interno dell’IWF prima come vicepresidente, poi, per ventiquattro anni, come Segretario Generale e, dal 2000, come Presidente. L’ungherese si è aggiudicato la sfida con 68 voti contro i 55 del Presidente Antonio Urso, venendo così rieletto per il quarto mandato consecutivo. 

 

 


Cari amici,

prima di tutto permettetemi di ringraziare tutti coloro i quali, tanti a dire il vero, hanno espresso la loro stima nei miei confronti nei giorni antecedenti al congresso elettorale della IWF che ci vedeva protagonisti attraverso la mia candidatura alla presidenza .

Non avendo vinto sembrerebbe quasi che la sconfitta abbia prodotto ferite da medicare e curare. Invece no, vi garantisco che la nostra è stata comunque una grande vittoria. Provo a spiegare perché.

Da circa tre anni lavoravo con un gruppo di persone di tre differenti continenti con i quali abbiamo condiviso ogni strategia o progetto per arrivare uniti alla meta di questa elezione, con consapevolezza, mi era sembrato, e anche con serietà, ma certo, e non ho dubbi, con comune dedizione finalizzata alla elezione di Mosca.

Poi senza alcun spiegabile motivo, dalla persona di cui più ci si fidava abbiamo avuto il voltafaccia. Un cambio di tavolo di gioco non previsto ne prevedibile, che ha fatto spostare appena 14 su 134 voti totali, purtroppo abbastanza per non raggiungere la maggioranza.

Se facciamo un’analisi di questa campagna elettorale i mezzi e le risorse di cui ero a disposizione vi garantisco, erano nulla nei confronti di quelli messi in campo da altri candidati eppure abbiamo sfidato Golia e per poco, davvero poco, lo avremmo battuto.

Non sono riuscito a vedere neanche una sola volta il bicchiere mezzo vuoto. Ho trovato accanto a me gente, anche sconosciuta, che in maniera vera e reale mi ha dimostrato affetto e apprezzamento per quello che la nostra nazione conta ormai nel mondo. Abbiamo una grande forza che crede in noi, una forza attiva, viva e pensante che sta fedelmente al nostro fianco certa di avere trovato in noi un interlocutore serio capace di intravedere nuovi scenari nel futuro di questo sport che consiste quasi in un 50% del mondo della pesistica.

Questa vittoria morale la voglio comunque dedicare a tutti voi; essere credibili in questo momento in cui i valori hanno un “peso” relativamente basso è un privilegio che pochi possono vantare. Noi si! Noi siamo credibili. Ancora di più in questo caso in cui la sconfitta non è dipesa dalla nostra lealtà o dalle nostre capacità, ma dalla pochezza di un uomo che in questo momento rappresenta la nazione più forte al mondo a dimostrazione, che i soli risultati sportivi non sempre possono essere assunti a parametro di riferimento per indicare la correttezza di una persona.

La consapevolezza, ora più che mai, di non essere da soli ci deve far concentrare a favore di una battaglia comune contro il doping in campo internazionale. Il mio grande impegno è quello di dare ai nostri ragazzi e ragazze la possibilità di competere alla pari su ogni pedana del mondo e vi garantisco che oggi più che mai sono fiducioso che una nuova aria di vero cambiamento in questo senso ha preso a viaggiare anche a nostro favore.

Vi ringrazio ancora per le testimonianze di accorata vicinanza, ho percepito affetto intorno a me in questa speciale e particolare sfida, ma più che altro, l’energia, la spinta e la forza per andare avanti in questa direzione.

Grazie a tutti di cuore.

Antonio Urso