Martina Barbierato intervista PP420Martina Barbierato è la prima pesista azzurra a partecipare alle Paralimpiadi. Inizia con uno straordinario record personale l’avventura della 22enne torinese ai Giochi di Rio de Janeiro, che si apriranno il prossimo 9 settembre. Nello stesso anno infatti in cui la FIPE entra a far parte delle Federazioni Sportive Paralimpiche riconosciute dal Comitato Italiano Paralimpico (dopo solo cinque anni dalla nascita come Disciplina Sportiva riconosciuta), la giovane azzurra ha ottenuto un risultato storico. La qualificazione è arrivata lo scorso aprile: decisivi per lei i risultati ottenuti fin dalle sue prime uscite internazionali, dal titolo europeo juniores del 2013 arrivato insieme al record mondiale di classe, al titolo mondiale juniores di Dubai nel 2014, dove la torinese ha confermato i minimi per la qualificazione olimpica.

Manca ormai pochissimo per la sua gara: Martina salirà infatti in pedana il 10 settembre, alle 13.00 ore locali nella categoria 55 kg. Al suo fianco ci sarà il Direttore Tecnico Nazionale Alessandro Boraschi, che sarà coadiuvato dal tecnico Filippo Piegari e Salvatore Primo, Consigliere Federale delegato all’attività paralimpica.

Non stavo nella pelle quando mi hanno telefonato e mi hanno detto che avrei partecipato alle Olimpiadi – dice Martina Barbierato – per qualche ora ho fatto fatica a parlare, piangevo e ridevo contemporaneamente! Una sensazione che è durata a lungo, a volte faccio ancora fatica a crederci!”. L’azzurra, in questi giorni impegnata nel lavoro di rifinitura, è concentratissima sul suo obiettivo: “A Rio mi piacerebbe salire sopra i 90 kg e uscire fuori dal tunnel degli 80 che mi stanno diventando un po’ stretti”. Per quanto riguarda la competizione internazionale invece l’azzurra di Rivoli non si sbilancia: “Per scaramanzia preferisco non dire nulla e vedere che succede. Di certo venderemo cara la pelle e non regaleremo niente a nessuno!”.

Sorridente come non mai, Martina arriva a Rio con un omaggio al Paese che ospita i Giochi: la pesista ha infatti decorato le unghie della mano sinistra con i colori del Brasile mentre sulla mano destra (“la mano che va sul cuore”, ci tiene a spiegare) spiccano i colori della bandiera italiana. Un vezzo estetico a cui non rinuncia mai la giovanissima azzurra, che si presenta all’appuntamento con uno sbarazzino caschetto riccio. Quello che spera di trovare a Rio è un ambiente sportivo diverso dalle gare internazionali a cui è abituata: “E’ la prima volta che mi trovo in un appuntamento sportivo che contempla diverse discipline, quindi non solo con diverse culture e diverse nazionalità, ma anche con diversi tipi di disabilità. Mi aspetto quindi un contesto culturale più aperto, un pubblico eterogeneo, una platea varia: per fortuna si stanno aprendo nuovi scenari e sono felice di essere in prima linea per vederlo e testimoniarlo!

Un percorso di crescita costante quello di Martina, che non si è mai data per vinta: “Non bisogna mai fermarsi, anche di fronte agli stop che la vita ci riserva. Perché bloccarsi di fronte a una difficoltà o a un incidente? Non è la fine della vita ma anzi può rappresentare un nuovo inizio. Nel mio caso la mia condizione mi ha addirittura dato una possibilità in più: se fossi stata una normodotata forse sarei rimasta una ragazza come tante e invece eccomi qui, a partecipare alle Paralimpiadi. Lo sport è opportunità, crescita, disciplina, serenità e molto di più”.