Antonio Urso e Paul Coffa al CPO Giulio Onesti nel 2014

Prima atleta, poi allenatore, poi ancora manager e presidente. Una carriera senza mai un punto quella di Paul Coffa, che ha dato e continua a dare tanto al mondo dei pesi, trasformando in un successo tutto ciò con cui viene a contatto. Una sorta di Re Mida del Weightlifting internazionale Paul Coffa, che attualmente ricopre i ruoli di Segretario generale della Federazione Pesistica dell’Oceania (dal 1992) e del Commonwealth (dal 2006). Un uomo letteralmente ossessionato da due valori: la passione per lo sport e la pesistica, ovviamente, in particolare e il ‘no’ assoluto al doping. Due capisaldi del suo percorso sportivo, qualsiasi ruolo egli abbia ricoperto, che lo rendono un alter ego del Presidente della Fipe nonché della Federazione Europea, Antonio Urso, con cui condivide anche le origini sicule.

“La pesistica è sempre stata al primo posto nella mia vita – dice Paul Coffa – forse in alcuni momenti è addirittura venuta prima dei membri della mia famiglia, che spesso ho fatto vivere da nomadi in giro per il mondo per seguire la mia passione”. I fatti però gli danno ragione: “Nel 1994 sono andato a vivere a Nauru, diventando il direttore sportivo della Nazionale e in sette anni siamo diventati un punto di riferimento della pesistica mondiale nonostante l’isola abbia solo 10.000 abitanti. Poi nel 2002, dopo una vita passata dietro un bilanciere, volevo chiudere, davvero, ma a quel punto è intervenuta mia moglie. Mi vedeva triste e mi ha spronato a rimettermi in pedana. Da allora è partita una nuova vita, nuove esperienze, nuove avventure. Al 2002 risale infatti la fondazione dell’Oceania Weightlifting Institute, in cui ho speso personalmente 75.000 dollari, sponsorizzata dal CIO, che in poco tempo ha raggiunto un successo clamoroso: abbiamo portato ben 15 atleti alle Olimpiadi di Atene”.

Tutto questo successo però non arriva per caso: “E’ difficile arrivare a certi livelli senza educazione” dice con una sottile vena di eufemismo Paul Coffa, severo sostenitore della disciplina sportiva, perché “il no al doping non è altro che una conseguenza di un’impostazione che parte da lontano. I ragazzi che si formano da noi hanno una motivazione più forte di qualsiasi cosa, non sanno neanche cosa voglia dire iniziare la giornata senza lo stimolo sportivo. Hanno una forza di volontà speciale, che non sono riuscito a rintracciare da nessun’altra parte nel mondo. A volte capita che diamo un appuntamento per l’allenamento e loro si presentano un’ora prima! Siamo molto rigidi: se vediamo un ragazzo con una sigaretta in mano è immediatamente fatto fuori dai nostri programmi. Ma grazie a questa educazione non abbiamo casi di doping da dieci anni”.

Una struttura fisica che li sostiene e un contesto che premia la forza di volontà: questo è la pesistica in Oceania, un luogo dove la pesistica è più di uno sport ma significa riscatto sociale, dove il futuro è costruito in un presente pulito e sano: “Domani continueremo a fare quello che stiamo facendo oggi, concentrati sui nostri obiettivi e sul nostro modo di fare pesistica”. E’ talmente solido e convinto del suo percorso Paul Coffa, che azzarda anche una previsione per le prossime Olimpiadi: “A Tokyo vinceremo sicuramente due medaglie d’oro”. Prima dei prossimi Giochi però il mondo della pesistica affronterà uno snodo cruciale: le elezioni al vertice della Presidenza IWF. Ma anche in questo caso Coffa non ha dubbi: “Non ci sono discussioni, per quanto mi riguarda il candidato è solo uno: Antonio Urso, l’uomo del futuro”.