Antonio Urso 330x240

Si sono concluse le gare dell’edizione 2012 dei Campionati Europei di Pesistica. Dopo il verdetto negativo relativo alla qualificazione della Squadra femminile, anche la Squadra maschile, per una manciata di punti, fallisce nell’impresa di qualificare un atleta ai Giochi di Londra.

Nella speciale classifica della qualificazione olimpica gli Azzurri hanno chiuso in ottava posizione, mentre a qualificarsi erano le prime sette. Proprio nella categoria conclusiva, la +105, è avvenuto il sorpasso di Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Lituania.
Di positivo rimane la prestazione complessiva di tutti gli Azzurri, come dimostrano i piazzamenti di Squadra nelle due classifiche finali generali per Nazioni. Entrambe le Squadre, sia quella maschile che quella femminile, hanno chiuso i Campionati Europei in sesta posizione.
Oltre a questo ci sono da registrare i progressi compiuti dagli Azzurri che ad Antalya hanno migliorato le proprie misure-record: Mirco Scarantino oltre al nono posto nella classifica finale, ottimo piazzamento considerata la giovane età (classe 1995), ha stabilito il nuovo record italiano di totale della classe Under 17 con 228 kg, oltre ad aver aggiornato il proprio personale di strappo a 102 kg. Emanuele Greco nella 69 kg è stato protagonista della sua miglior prova in carriera nell’esercizio di strappo con il risultato di 127 kg, mentre Pietro Noto, in gara nella 105 kg, ha stabilito i propri record sia nei due esercizi (strappo 151 e slancio 174) che nel totale, migliorato di 3 kg (325 kg).  
Tra le donne il miglior piazzamento è arrivato da Giovanna D’Alessandro, ottava nella 48 kg femminile, categoria in cui la nostra Atleta di punta, Genny Pagliaro, dopo la medaglia d’argento conquistata nello strappo è finita fuori gara nello slancio compromettendo la qualificazione olimpica delle donne. La D’Alessandro ha stabilito i propri primati di slancio e totale con le misure di 88 e 155 kg, così come Giorgia Bordignon, che nella 58 kg ha migliorato di 2 kg il proprio record di strappo e di 4 quello di totale.
Presidente, cosa si sente di dire agli Atleti e allo Staff Azzurro ?
Io credo nella cultura del lavoro e da questo punto di vista non posso rimproverare nulla a nessuno. Lo Staff Azzurro ha fatto un lavoro egregio, tutti hanno dato il massimo; se andiamo ad analizzare le prestazioni dei singoli, è facile notare i miglioramenti in termini di primati personali di cui si sono resi protagonisti i ragazzi che in questi mesi si sono allenati con i nostri Tecnici presso i Raduni Collegiali di preparazione della Federazione”.
Resta il rammarico per non esser riusciti a qualificare Atleti ai Giochi di Londra.
Il rammarico è grande, inutile negarlo. Per l’impegno profuso da tutti, Staff e Atleti mi sento di dire che avremmo meritato qualcosa in più. La cosa in qualche modo paradossale è che, al contrario delle previsioni iniziali, la qualificazione maschile si è dimostrata più abbordabile di quello che ci si aspettava, mentre quella femminile non era affatto così alla portata”.
Come spiega questo, Presidente ?
Questa situazione è una normale conseguenza del “bizzarro” sistema di qualificazione in vigore che fa sì che a pesare in maniera decisiva sull’esito finale siano le scelte preventive che i Direttori Tecnici sono costretti a fare, sminuendo l’effettivo valore della prestazione tecnica di chi poi, a gara conclusa, è salito in pedana. Una qualificazione ai Giochi Olimpici deve andare ad appannaggio di chi tecnicamente lo merita, non di chi è stato bravo ad “indovinare” una scelta con un meccanismo simile a quello del gioco d’azzardo”. Per poi proseguire: “Come Presidente della Federazione Europea ho già nel cassetto una proposta di revisione dei criteri di qualificazione che permetta di superare le attuali incongruenze, estendendo la partecipazione alla classifica della qualificazione olimpica alle Squadre intere e non solo ai sei elementi scelti per la qualificazione maschile e alle quattro donne per quella femminile”.