modello-EASPPPer la reperibilità dei modelli e le relative istruzioni di compilazione collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate. Le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, ovviamente diverse da quelle espressamente esonerate, possono presentare il modello EAS con modalità semplificate.

L’Agenzia delle Entrate decreta: “Le quote e i contributi associativi nonché, per determinate attività, i corrispettivi percepiti dagli enti associativi privati, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa tributaria, non sono imponibili. Per usufruire di questa agevolazione è necessario che gli enti trasmettano in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, mediante un apposito modello”.

Il modello EAS deve essere inviato, in via telematica, diretta o mediante intermediari abilitati a Entratel, entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti. Il modello deve essere, inoltre, nuovamente presentato quando cambiano i dati precedentemente comunicati (che non siano già stati comunicati preventivamente tramite modello AA5/6 o AA7/10); la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione (ovvero tra pochi giorni).

Se vi foste dimenticati di inviarlo entro 60 giorni o entro il termine per la comunicazione delle modifiche, vi informiamo che il Dl n.16/2012 ha stabilito che non è precluso l’accesso ai regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di una comunicazione preventiva non eseguito tempestivamente, purché il contribuente:

a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento alla data di scadenza ordinaria del termine;

b) effettui la comunicazione (o effettui l’adempimento richiesto) entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (30 settembre di quell’anno), esclusivamente in via telematica;

c) versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione (258,00 €) esclusa la compensazione prevista, con codice tributo 8114 nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con indicazione nel campo “Anno di riferimento” dell’anno per cui si effettua il versamento (così decreta l’Agenzia).

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