L’Italia della Pesistica sta per iniziare il suo percorso di qualificazione olimpica verso i Giochi di Parigi 2024 e non vuole lasciare nulla al caso. Per questo motivo si è tenuta nel pomeriggio di ieri una riunione presso la palestra di Pesistica del C.P.O. “G. Onesti” di Roma, con tutte le componenti del Team Italia: in primis gli atleti che prenderanno parte al percorso di qualificazione olimpica guidati dal DTN Sebastiano Corbu, con il suo staff tecnico, il Segretario Generale, Francesco Bonincontro con tutti i componenti della Segreteria più strettamente coinvolti nel team di supporto strategico che ci porterà a Parigi, lo psicologo delle Squadre Nazionali prof. Mauro Gatti, il Medico di Squadra Dott. Morra ed il fisioterapista Pierluigi Divito.

Una riunione per confermare quelle basi che sono state costruite nel corso della Presidenza Urso e che si sono solidificate e concretizzate negli ultimi sei anni della direzione tecnica di Sebastiano Corbu, durante i quali sono state conquistate più medaglie di tutta la storia italiana del sollevamento pesi. E’ stato più volte ribadito e valorizzato il concetto di ‘squadra’ che può sembrare un ossimoro vista la natura individuale di uno sport come il nostro ma che è invece è alla base dello sport di altissimo livello: in pedana l’atleta va da solo, ma dietro di lui c’è un team intero che lo allena, lo cura, lo mette nelle migliori condizioni logistiche, lo spinge e lo supporta. E dietro ancora loro c’è tutto il movimento federale, i tifosi, gli appassionati. Il risultato, la medaglia, l’alzata, l’atleta non sono altro che la punta dell’iceberg di un percorso che parte da lontano e che alla sua base ha valori cruciali: rispetto, dialogo, sincerità, professionalità, sacrificio. I 30 secondi, anche meno, di un’alzata, sono inversamente proporzionali al tempo necessario che occorre per arrivare preparati, a quei fatidici 30 secondi. Perché il bilanciere non si tira su con la forza delle braccia o delle gambe, ma con la forza della testa, la tenacia, la costanza, che solo in pochi hanno. Ci vuole un ‘cervello agonistico’ per fare tutto questo, e un ‘team agonistico” con altissima professionalità per poterlo supportare nella maniera adeguata.

Che questo fantastico viaggio cominci.