PPBronzoNanjingRimarrà nella mente di tutti gli appassionati il 18 agosto 2014, data in cui il Sollevamento Pesi Azzurro ha conquistato la prima medaglia olimpica giovanile della sua storia. Protagonista dell’impresa è stato Mirko Zanni, atleta classe 1997 della Pesistica Pordenone che, guidato dal proprio Tecnico Dino Marcuz, è salito sul terzo gradino del podio della categoria fino a 62 kg.

Meglio di lui hanno fatto soltanto il nordcoreano Pak che ha chiuso con il Totale di 263 kg e il thailandese Meeboon che ha preceduto di un solo kg (256 contro 255) sul podio l’Azzurrino. Mirko aveva chiuso gli strappi con il miglior risultato tra tutti i concorrenti, 120 kg, non riuscendo al terzo tentativo a sollevare il bilanciere carico a 124 kg, misura che gli avrebbe regalato anche il primato europeo di classe di strappo. Nello slancio, con la prima alzata con 135 kg sul bilanciere Mirko ha ipotecato il podio, fallendo poi la seconda e la terza prova a 140 kg e subendo il sorpasso del thailandese autore di una magistrale prova di slancio chiusa con il miglior risultato tra tutti con 144 kg.

Prestazione super comunque quella di Zanni che è risucito a migliorare il primato italiano di strappo sia della classe under 17 che di quella juniores e di stabilire anche il nuovo record di Totale della classe Under17.

A poco più di due settimane dall’impresa abbiamo chiesto un commento sia a Mirko sia al suo Tecnico, Dino Marcuz.

A - BarraSep

Mirko, ti aspettavi un risultato simile? Cosa hai provato sul podio olimpico?

“Non nascondo che il mio obiettivo alla vigilia era proprio quello di salire sul podio. Tutto era stato preparato nei dettagli, calo peso in primis, ma appena arrivato in Cina ho percepito subito la straordinarietà dell’evento, tutt’altra cosa rispetto alle gare a cui avevo partecipato, sia in Italia sia all’Estero. E’ difficile da descrivere, così come è impossibile raccontare il mio stato d’animo quando sono salito sul podio”.

Cosa hai pensato dopo lo strappo, chiuso in seconda posizione dietro al solo nordcoreano e per il solo peso corporeo maggiore?

“Beh, già prima della gara sentivo una certa responsabilità nell’essere l’unico Pesista Azzurro in gara. Sapevo di non essere il migliore nella specialità dello slancio, mettici poi il carico di pressione dovuto al fatto di ritrovarsi a metà gara con le maggiori probabilità di medaglia rispetto a tutti i concorrenti, insomma, non ero certo tranquillo e sereno. Ma fortunatamente alla fine è andata bene e l’obiettivo è stato raggiunto!”

Qualche rimpianto per quei due errori a 140 kg? L’Argento ti è sfuggito per un solo kg.

“Nessun rimpianto. La medaglia olimpica è la medaglia olimpica, sarei anche potuto finire fuori gara nello slancio e in quel caso sì, avrei avuto grandi rimpianti”.

Nonostante la giovane età, questo risultato ti consacra tra i migliori Pesisti italiani. Quali sono i tuoi obiettivi per questo finale di stagione?

“Quella di Nanchino è stata la mia ultima gara nella 62 kg, da ora in poi passerò alla categoria di peso superiore, la 69 kg. L’obiettivo nel breve termine è quello di vincere il mio primo Titolo di Campione Italiano Assoluto”.

Sei stato il primo italiano a salire sul podio olimpico 30 anni dopo Oberburger. Dopo un simile risultato è chiaro che le aspettative verso di te saranno sempre maggiori. Senti il peso di questa responsabilità?

“Mi rendo conto dell’importanza di ciò che ho fatto, ma mi sento di dire che il futuro non mi spaventa e che la strada da percorrere è ancora lunga. L’importante, e di questo ne sono assolutamente consapevole, è rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare facendo ciò che mi piace fare”.

Nel 2016 avrai 19 anni. Le Olimpiadi di Rio rientrano nei tuoi programmi o al momento non ci pensi?

“I Giochi Olimpici rappresentano il sogno di tutti gli Atleti, ma credo sia più realistico per me puntare ai Giochi di Tokio che non a quelli di Rio. Il 2016 è dietro l’angolo, le possibilità non sono tante, anche se non si sa mai …”

Hai una dedica particolare per questo Bronzo Olimpico?

“A tutte le persone che mi hanno supportato e sopportato nei due mesi precedenti la gara! Una dedica particolare la voglio fare a tutto lo staff tecnico del Centro di Pordenone che mi ha seguito e preparato in maniera impeccabile per questo importante appuntamento e ai miei genitori”.

A - BarraSep

Marcuz, un giudizio sulla gara di Mirko a Nanchino. Si aspettava un risultato simile?

“La medaglia era prevista e abbiamo ragionato e lavorato con questo obiettivo fisso in testa. La strada verso un simile successo si è rivelata tortuosa e ricca di insidie, sia tecniche che ambientali, ma alla fine questa benedetta medaglia è arrivata, sofferta, contesa, dopo una gara dall’alto profilo tecnico con un record europeo under 17 sfiorato da Mirko (i 124 kg tentati in terza prova di strappo. Il primato europeo della classe Under17 è fermo a 123 kg dal 2005 n.d.r.)”.

Rimpianti per quel solo kg che ha diviso Mirko dall’Argento?

“A giochi fatti tutte le scelte compiute possono essere rimesse in discussione. In quel momento, con un record europeo in ballo e la possibilità di allungare anche sul nordcoreano in maniera significativa era giusto così; con 124 kg Mirko avrebbe stabilito il record continentale e avrebbe messo tra sé e gli altri un margine significativo. Abbassare nuovamente la misura poi, dal punto di vista psicologico, sarebbe stato probabilmente controproducente, con il rischio di un calo di tensione. Comunque, ripeto, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano e poi una medaglia olimpica è una medaglia olimpica!”

Che soddisfazione è stata?

“E’ stato qualcosa di incredibile. Solo il fatto di partecipare a un evento di questa portata era già emozionante, figurarsi trovarsi poi sul podio olimpico. C’era un’atmosfera unica che poteva giocare brutti scherzi, essendo una situazione completamente nuova per il ragazzo, ma anche per me. Determinazione, pianificazione e strategia hanno permesso comunque di raggiungere questo grande obiettivo permettendo all’Italia di tornare su un podio olimpico, seppur giovanile, dopo 30 anni”.

Mirko ha appena 17 anni, ma è stato protagonista di costanti progressi nel corso degli ultimi anni. Dove può arrivare?

“Ritengo sia fondamentale la gestione del “dopo” per il futuro di Mirko. Ora nel breve termine l’obiettivo è quello di preparare un bell’Assoluto, ma sono convinto che Mirko per arrivare al top debba alimentare continuamente la propria fame di successi. Sono convinto che per un Atleta sia vitale puntare sempre al massimo, per questo i Giochi di Rio che apparentemente possono sembrare soltanto un sogno, devono comunque essere nella sua testa. Un altro elemento che secondo me sarà importante per la sua crescita saranno le prime “batoste”. Nella sua ancor giovane carriera Mirko non ne ha ancora conosciute, ma arriveranno anche quelle e, se gestite correttamente, contribuiranno alla sua definitiva maturazione”.

Qual è il punto di forza dal punto di vista tecnico di Zanni? Qual è il lato invece su cui deve lavorare di più?

“Come gran parte dei Pesisti deve migliorare la spinta negli slanci. A Nanchino da questo punto di vista ha pagato anche ed inevitabilmente il calo peso; dopo gli Europei di Ciechanow, tra l’altro, è anche cresciuto di 2 cm in altezza e in Cina si è presentato con solo il 3% di massa grassa. La sua forza invece sta nell’esercizio di strappo e, nello specifico, la sua qualità migliore ritengo sia l’istintività con cui esegue il gesto, avendo in dote una tecnica “naturale” basata sul ritmo e sulla velocità.

Per chiudere ci tengo a sottolineare che questo risultato è un successo di tutta la Federazione, Presidente Urso in primis. E’ stato il gioco di squadra e di tutte le componenti che alla fine ha permesso di raggiungere questo storico traguardo, senza questa unità di intenti non credo sarebbe stata un’impresa possibile”.

A - BarraSep

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