Per la rubrica ‘Voci della FIPE’ oggi raccontiamo la storia di Franco Omaggio, classe 1944, una storia ancora in fase di stesura visto che Franco è un pesista ancora in attività.

“Nonostante a ottobre compirò 80 anni e nonostante io abbia tre figli, tre nipoti e anche tre pronipoti, non ci penso proprio a smettere! Ho anche dei tendini lesionati, ho fatto due operazioni al cuore ma la passione è passione! E poi sono ancora sulla cresta dell’onda a livello mondiale. Ormai non tengo neanche più il conto dei titoli e delle medaglie, i miei nipoti ormai non ne vogliono più perché sono troppe: ho cominciato a gareggiare nei master a 52 anni, al Mondiale in Germania e ho vinto sempre!

Pochi giorni fa in palestra ho fatto anche il record del mondo di strappo, mi sono tolto questa soddisfazione nonostante non fossi in gara. Ora voglio prepararmi per fare anche il record di slancio e di totale. Credo che la pesistica sia una sfida con sé stessi: mi do sempre obiettivi alti, l’ho sempre fatto, anche da giovanissimo. Mi sono sempre dedicato ai pesi, anche togliendo tempo alla famiglia, ai figli, ma mi è sempre piaciuta questa disciplina. Ho tanti bei ricordi: dal campionato a squadre vinto a Benevento nel 1972, alla gara del 2023 a Pomezia, dove tante persone mi facevano domande incuriosite dal mio percorso. Ecco, questo vale i tanti sacrifici fatti. Ma non sono l’unico, nelle palestre italiane i master sono tanti. Il punto di partenza è questo: io non mi fermo, anche perché se mi fermo sono morto, lo dico sempre ai miei figli. A 80 anni mi sento ancora in forma.

Ricordo i miei inizi, con il pugilato, nel 1958; amavo gli sport di contatto. Avevo 15 anni e andavo a Villaggio San Marco a Mestre; 6 km a piedi ad andare e altrettanti a tornare. Poi nel 1963, la pesistica ha bussato alla mia porta con Pasquale Bergamo, in quello che più che una palestra era un magazzino. Usavamo pesi vecchi, in ghisa, pedane autoprodotte, la doccia sempre fredda fatta col tubo, come nei film di Rocky. Pasquale è stato un grande allenatore e una grande persona, è stato lui a fondare la Spes Mestre.

Nel mio percorso poi sono diventato allenatore nel 1988 e ho anche avuto la soddisfazione di diventare Maestro Benemerito nel 2005; non mi sono mai fermato tant’è che lo scorso anno ho fatto anche il corso “Personal Trainer Over 65”. È stato un corso bello e istruttivo. Mi piace studiare! Avrei anche voluto iscrivermi all’università per studiare fisioterapia ma non avevo il diploma: in quegli anni bisognava fare una scelta, o studiavo io o i miei figli. E oggi continuo a mettermi in gioco, di certo non mi chiudo in un’osteria ad aspettare la morte!

In palestra la mia pedana e accanto a quella di un ragazzetto di 15 anni e devo dire che i titoli e le medaglie conquistate in tanti anni alimentano un certo rispetto; mi chiamano tutti ‘Vecchio’ ma alla luce dei fatti sono ancora lì in pedana con loro nonostante i miei 80 anni. Io mi reputo un esempio di quanto la pesistica faccia bene al corpo a qualsiasi età. Sento ancora dire da gente ignorante che la pesistica fa male, che fa restare piccoli: chi è piccolo è piccolo, chi è alto è alto, la pesistica non c’entra. Alla mia età sono ancora l’uomo da battere ai Mondiali e agli Alpe Adria, li ho vinti tutti, assoluti compresi. Mi domando: sono forte io o sono scarsi i miei avversari? Il giorno in cui non sarò più competitivo non gareggerò più, ci vuole anche un po’ di dignità. Se sono ancora vivo, ci vediamo a novembre all’Open Master di Pomezia!”